Cronaca

Ospedale unico Asl To5, sì dell’Ordine dei medici

Obiettivo: una struttura efficiente e ad alta tecnologia che consenta risparmi e superi le carenze degli ospedali di Chieri, Moncalieri e Carmagnola

Un unico, nuovo ospedale per l'Asl To5, l'azienda sanitaria che raggruppa alcuni comuni della cintura torinese sud est, come Moncalieri, Chieri e Carmagnola. Anche l'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Torino (Omceo) ha deciso di sostenere il "Comitato Insieme" per promuovere la realizzazione del nuovo ospedale, già prevista da un protocollo d'intesa firmato dalla Regione Piemonte, ma per il quale non è stata ancora decisa la localizzazione.

L'Omceo in una nota sottolinea la necessità di "un Ospedale che sia in grado di rispondere alle reali esigenze di salute, integrato dal punto di vista logistico, dotato delle strutture necessarie e quindi adatto a soddisfare concretamente la loro domanda di salute".

Gli ospedali di Chieri, Moncalieri e Carmagnola, spiega la nota dell'Ordine, necessitano non solo di un ammodernamento e della messa a norma per la sicurezza e per il comfort, ma anche di ampliamenti significativi, con un investimento molto ingente per ottenere un risultato parziale, una soluzione intermedia e poco strategica.

La realizzazione di un ospedale nuovo, efficiente, attrezzato e ad alta tecnologica, consentirà un effettivo risparmio con una ricaduta diretta sulla salute dei cittadini. L'ospedale di Chieri ha una parte strutturale del 1300, ha visto un rifacimento architettonico nel 1500 e un ampliamento negli Anni '60 e nel 2000 mentre l'ospedale di Moncalieri ha una struttura che risale al 1910. Per svolgere correttamente i servizi di Dea dell'ospedale di Chieri sarebbe necessario disporre di spazi nuovi per altre otto specialità attualmente mancanti.

"I cittadini non sono lasciati soli perché la realizzazione del nuovo ospedale vedrà la riorganizzazione e il potenziamento dei servizi territoriali con un complessivo potenziamento della medicina del territorio", si afferma nella nota. L'Ordine di Torino, proprio a fronte del suo ruolo istituzionale di tutela della salute dei cittadini, ha anche chiesto all'Assessore regionale di essere coinvolto concretamente nella realizzazione del Parco della Salute, della Ricerca e dell'Innovazione della Città di Torino.

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