Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Susa

"L'ospedale di Susa non chiuderà, ma solo il Punto nascite"

A ribadire il concetto è l'assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta. Il reparto nascite invece non potrà essere mantenuto perché avrebbe troppi pochi parti ponendo così "un rischio inaccettabile"

"L'ospedale di Susa non chiuderà". Toglie ogni dubbio e ribadisce il concetto l'assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, incontrando una delegazione di amministratori locali della Valle, preoccupati per il futuro del presidio sanitario vista la delibera sul riordino della rete ospedaliera.

Se per la struttura non ci saranno problemi, lo stesso non si può dire per il reparto nascite. Questo sembra avere il destino ormai segnato e la chiusura è l'unica opzione rimasta: la colpa non va data all'inefficienza, ma al numero di parti che avviene ogni anno a Susa. Saitta ha spiegato che i Punti nascite possono essere mantenuti solo nei Dea di I e II livello e che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato in 1.000 parti la soglia dei Punti nascite. Un'asticella che l'amministrazione regionale ha abbassato a 500 nascite, numero che comunque resta troppo alto per l'ospedale susino che ne conterebbe poco più di un centinaio.

"Non ho mai detto che si chiuderà l'ospedale di Susa - sottolinea Saitta -. Quello di Susa non sarà un cronicario, ma un ospedale vero e proprio, con un polo do ortopedia e traumatologia, necessario per il comprensorio sciistico, un pronto soccorso h24 con il sostegno dei reparti di medicina e ortopedia e una chirurgia". D'altronde la classificazione della struttura sanitaria non è modificabile, pena l'intervento del Ministero della Salute visto che la gerarchia tra gli ospedali non è un qualcosa modificabile in modo discrezionale, ma corrisponde a parametri precisi di bacini di utenza, accessi al Pronto Soccorso e distanze.

"Perché un presidio sia classificabile come ‘di area disagiata’ deve distare almeno un’ora dal più vicino DEA - appunta ancora l'assessore -, ed è a tutti evidente  che se applicassimo in modo automatico e ragionieristico tali vincoli Susa rischierebbe di fare la fine di altre strutture trasformate in Cap, mentre l’impegno della Regione è quello di garantire ai valsusini e ai turisti un vero e proprio ospedale”.

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