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Bertolla, Borgata Lesna e Borgo Po: da dove arrivano i nomi dei quartieri di Torino? (Parte seconda)

Perché i quartieri di Torino si chiamano così? Continua il viaggio esplorativo nella storia dei borghi torinesi...

Seconda puntata con le origini dei nomi dei 32 quartieri torinesi (escluso, per ragioni evidenti, il centro: si chiama così perché è in centro...). Dopo Aurora, Barca e Barriera di Milano, prosegue l'esplorazione dei borghi di Torino, di cui vi raccontiamo le storie che li hanno fatti nascere e, soprattutto, che ne hanno determinato il nome.

Perché ogni quartiere ha un suo nome e una sua storia che ogni torinese dovrebbe conoscere.

Bertolla

Questo quartiere si trova nella parte nordest della città, vicino al quartiere Barca con cui spesso viene assimilato e da cui lo separa Strada San Mauro. Anche Bertolla si trova alla confluenza tra Po e Stura, in particolare qui si trova il cosiddetto “Isolone di Bertolla”, ricatvato con un canale artificiale realizzato nel 1953 e oggi compreso nella riserva naturale del Parco del Po.

Il nome Bertolla è un “prediale”, ovvero deriva dal nome degli antichi proprietari terrieri di questa zona, che con tutta probabilità avevano un cognome molto diffuso a Torino e in Piemonte, ovvero Bertola.

Borgata Lesna

Questa borgata si trova nella parte nordovest della città, vicino al quartiere di Pozzo Strada del quale fino agli inizi del '900 era un sobborgo. Ma la presenza di abitanti di questa zona attraversata da via Monginevro risale al '600, quando qui vi erano diverse cascine e terreni agricoli. Ed è proprio a un edificio di una famiglia che il quartiere deve il suo nome: precisamente a Villa Lesna, costruita nella prima metà del XVII secolo da una famiglia di proprietari terrieri e industriali lanieri originari di Biella, i conti di Lessolo. Nel rifugio sotto Villa Lesna (o semplicemente il Lesna) trovò riparo la popolazione dopo il bombardamento del 9 dicembre 1942, che causò ingenti danni a strade, palazzi e centri militari.

Borgo Po

Il nome di questo quartiere si spiega bene da solo: è ovviamente dedicato al Po, che segna il confine ovest di un borgo precollinare che da Madonna del Pilone arriva a Cavoretto, passando dal Monte dei Cappuccini. Ciò che è interessante è che il Po non era solo il confine di questa lunga striscia di Torino con in mezzo corso Moncalieri: prima di diventare il quartiere di pregio che è oggi, infatti, Borgo Po è stato per secoli un quartiere popolare abitato da molti pescatori e lavandaie, che dal Grande Fiume trovavano sostentamento e lavoro.

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