Cronaca

"Basta con questa manfrina": le origini poco note della "sceneggiata piemontese"

La parola che usiamo per discorsi lunghi e insistenti ha un'origine piemontese piuttosto insolita

Foto Incola, licenza cca-sa 3.0

"È sempre la stessa manfrina", "è tutta una manfrina", "smettila con le tue manfrine". Quante volte abbiamo usato la parola "manfrina" per riferirci a un discorso lungo, noioso e ripetitivo, oppure per porre fine a una messinscena fatta apposta per convincerci a fare qualcosa?

Le origini di questo vocabolo sono molto vicine a noi, eppure non le conosciamo quasi per niente. Anzi, in realtà le conosciamo, quello che ignoriamo è che all'origine delle manfrine c'è un ballo piemontese che tutti abbiamo visto e ascoltato almeno una volta. La monferrina, musica in 6/8 e danza tipica del Monferrato, che nell'Ottocento passò dalle feste popolari fino alle classi borghesi e aristocratiche. 

"Ris e còj e tajarin / vardé-sì com a balo bin / a balo pì bin le paisanòte / che le tòte dë Turin" dice la canzone popolare originaria dell'alessandrino, prima di passare al celebre ritornello "Oh bondì, bondì, bondì / ‘ncora na vòlta, ‘ncora na vòlta, / Oh bondì, bondì, bondì / ‘ncora na vòlta e peui pa pì".

Nel corso dei decenni, forse a causa della durata della canzone, o della sua ripetitività, da danza per divertirsi la monferrina-manfrina ha assunto un significato negativo, tra il noioso e il petulante, in un certo senso una "sceneggiata piemontese".

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