Cronaca Borgaro Torinese

Convocato Comitato di Ordine Pubblico sulla proposta del bus per i rom

Se ne discuterà venerdì dal prefetto di Torino Paola Basilone. Intanto l'arcivescovo Cesare Nosiglia invita a non proporre soluzioni provocatorie, ma dice di affrontare i problemi partendo dalle persone coinvolte

Il caso del doppio pullman della linea 69 proposto dal sindaco di Borgaro per dividere i rom dagli altri viaggiatori ha fatto un grosso clamore anche a livello nazionale. Il tanto parlare della proposta choc ha prodotto i primi effetti, tra cui la promessa di una squadra di controllori permanente sulla linea. Ma ancora non basta. Il sindaco di Torino Piero Fassino ha chiesto - e ottenuto - che l'argomento sia discusso al tavolo del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica: se ne discuterà nella giornata di venerdì dal prefetto Paola Basilone.

Se da un lato tante persone si sono schierate a favore del sindaco di Borgaro Claudio Gambino, altre hanno preso le distanze. Tra queste ultime c'è l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, il quale ha sostenuto che "le soluzioni provocatorie servono a poco". "Possono essere un segnale per richiamare un problema - ha detto Nosiglia - ma io ci credo poco. La via da seguire è quella di affrontare i problemi partendo dalle persone coinvolte tenendo i nervi saldi e non esasperando i toni".

L'arcivescovo ha visitato più volte i campi rom e dicendo quel che pensa sulla vicenda, ammonisce anche questi ultimi. "I nostri fratelli e sorelle rom devono impegnarsi nell’educazione alla legalità dei loro figli e, a volte, di loro stessi. Dall’altro ci vuole più disponibilità all’accoglienza, perché quando le persone si vedono scartate, messe ai margini, manifestano a volte le loro difficoltà attraverso atteggiamenti sbagliati e condannabili".

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