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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

"Ordine di mascherine per i carabinieri gonfiato in cambio di favori": disposte nove misure cautelari

Quattro riguardano militari dell'Arma, tra cui un'ufficiale responsabile degli acquisti

Nella mattinata di oggi, mercoledì 9 febbraio 2022, i carabinieri del comando provinciale di Torino hanno eseguito nove misure cautelari nei confronti di altrettante persone indagate, a vario titolo, per corruzione aggravata, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, accesso abusivo a un sistema informatico o telematico e omissione atti d’ufficio. In particolare, sono state eseguite quattro misure cautelari in carcere, un obbligo di firma e quattro misure interdittive della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio.

Tra i destinatari dei provvedimenti quattro appartenenti all’Arma, di cui tre in precedenza in servizio presso il nucleo ispettorato del lavoro di Torino, i quali avrebbero favorito nelle loro attività due imprenditori cinesi, uno dei quali di Moncalieri. L'indagine è coordinata dal pm Fabiola D'Errico della procura cittadina. Gli indagati avrebbero avuto l'incarico di reperire mascherine per i carabinieri di tutto il Piemonte a marzo 2020 e avrebbero eseguito un ordine gonfiato, raddoppiando il vero fabbisogno di dispositivi. Sotto accusa l'ufficiale a capo del servizio amministrativo, il marito che lavora all'ispettorato del lavoro e un imprenditore cinese di 39 anni di Moncalieri, titolare di alcuni supermercati di prodotti per la casa e l'abbigliamento a Torino.

La funzionaria dei carabinieri, di grado tenente colonnello, difesa dall'avvocato Oliviero Dal Fiume, è accusata di aver disposto l'acquisto di 47mila mascherine ffp2 di troppo (ne sarebbero bastate 40mila) rispetto a quanto necessario dall'imprenditore, amico del marito. Il privato, difeso dall'avvocato Vittorio Nizza, accusato di non avere pagato le imposte doganali, avrebbe ricompensato i due con regali. L'indagata è stata già interrogata e sostiene che si sia trattato di una semplice leggerezza, ossia l'avere sovrastimato il fabbisogno, e non di corruzione.

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