Cronaca

"Azioni di martirio contro il tribunale di Torino": imam raggiunto da nuovo ordine di arresto

Si trova già in carcere

Immagine di repertorio

Minacciava ritorsioni contro il tribunale di Torino, in quanto riteneva i magistrati colpevoli di averlo incarcerato, l'imam del carcere di Alessandria, egiziano di 42 anni residente a Lessolo, raggiunto da un nuovo ordine d'arresto oggi, giovedì 13 maggio 2021, dai carabinieri del reparto operativo speciale (Ros). "Il destinatario del provvedimento cautelare - scrivono gli investigatori in una nota -, durante alcuni dialoghi, ha più volte espresso la volontà di realizzare azioni di martirio in nome del jihad (mediante attacchi terroristici con l’utilizzo di armi da fuoco, esplosivi o autoveicoli), manifestando anche risentimento nei confronti dell’autorità giudiziaria, ritenuta responsabile della propria detenzione, con propositi ritorsivi verso il tribunale di Torino". 

L'uomo, attualmente detenuto a Novara dove gli è stato notificato il nuovo provvedimento, è ritenuto responsabile di istigazione a delinquere, in relazione ai delitti di terrorismo, nonché propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. I fatti che gli sono contestati sarebbero avvenuti tra luglio 2020 e marzo del 2021. Scrivono gli investigatori: "Sfruttando il ruolo di Imam all’interno della casa di reclusione di Alessandria-San Michele, ha esaltato alcuni atti terroristici commessi da cellule di Al Qaeda e Daesh (tra cui quello contro la testata Charlie Hebdo) ed esortato i fedeli alla jihad armato contro i miscredenti, invitandoli alla commissione di atti di martirio e violenza contro le autorità italiane .Diverse sono state le invettive nei confronti della popolazione ebraica, ritenuta nemica giurata dell’Islam e di cui è stata auspicata l’eliminazione. Le intercettazioni hanno anche posto in luce come, nell’attività di proselitismo verso gli altri detenuti di fede musulmana, l’indagato abbia incitato all’odio religioso, invocando la distruzione del Vaticano ed esprimendo la propria ammirazione per Osama Bin Laden e Mohammed Atta, definiti rispettivamente difensore dell’Islam e persona rispettosa dei principi religiosi più autentici".

I militari hanno anche eseguito diverse perquisizioni a carico di nordafricani detenuti nel carcere di Alessandria-San Michele, nonché nei confronti della moglie dell'imam, una cinquantenne della provincia di Torino.

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