Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca San Salvario / Via Silvio Pellico

Il Valdese va verso la chiusura ma gli oppositori aumentano

Con un Ordine del giorno approvato all'unanimità l'ente di prossimità chiede al nuovo assessore Cavallera di arrestare gli interventi del suo predecessore e di riaprire un dialogo costruttivo sul futuro dell'ospedale

SAN SALVARIO - L'Ospedale Evangelico Valdese è in bilico, più passa il tempo e più sembra sia destinato alla chiusura definitiva ma una certezza c'è: la circoscrizione 8 non si arrende.

Con un ordine del giorno approvato all'unanimità nel consiglio di mercoledì la circoscrizione a chiesto al nuovo assessore alla sanità Cavallera di ridiscutere la linea politica del suo predecessore Monferino. Il testo è stato inviato all'assessore nella giornata di ieri e si attende una risposta in tempi brevi per capire se, e in che termini, potrà ricominciare una trattativa sul futuro dell'ospedale. In circoscrizione si respira un relativo ottimismo: il constrato con le posizioni di Monferino era talmente marcato che ci si aspetta un miglioramento, se non altro nei toni della discussione.

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Il nodo attorno cui si è dibattuto negli scorsi mesi è l'interperetazione della legge regionale dell'Aprile 2012 che prevede la riconversione (e non la chiusura) del nosocomio di via Silvio Pellico. Il Presidente di circoscrizione Levi ha più volte accusato l'assessore di violare la legge ma Monferino ha sempre controbattuto che spostare settori dell'ospedale in altre strutture sia a tutti gli effetti una riconversione. Per giunta i consiglieri di circoscrizione non hanno mai apprezzato la riluttanza a un confronto pubblico in cui anche i residenti potessero dare la propria opinione. I rapporti si sono incrinati al punto che la circoscrizione ha aderito alla mozione di sfiducia all'assessore (in seguito allo scandalo aulla mancata dichiarazione dei redditi), certo non solo per la gravità del singolo fatto.

L'obiettivo della circoscrizione è frenare l'"emorragia" interna all'ospedale: interi settori, come segnalano i sindacati, sono trasferiti in altre zone della città e si tratta di capire se si è ancora in tempo per invertire la tendenza. La speranza è che quantomeno venga arrestato ogni intervento previsto da Monferino prima di un reale confronto tra le parti. Proprio per questo è probabile che l'ente di prossimità organizzi un'assemblea aperta al pubblico con l'assessore, il comune, i responsabili dell'ospedale, e i sindacati.

La circoscrizione non è stata l'unica a muoversi per sbloccare la situazione e a ben vedere neanche la prima: l'ha preceduta la Chiesa valdese che ha manifestato al nuovo assessore la propria opposizione alla chiusura dell'ospedale. Cavallera si trova fin dall'inizio una questione scottante tra le mani: se proseguirà sulla vecchia linea dovrà renderne conto a un intero quartiere (San Salvario), se invece decidesse di aprire al dialogo, conoscendo l'importanza politica che ha il tema per i residenti, si farebbe subito un bel numero di sostenitori.

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