'Ndrangheta, testa di maiale alle vittime: arrestati i fratelli del clan Crea

L'attività illecita fruttava loro circa 100mila euro al mese. Le loro vittime erano commercianti, imprenditori, spesso indebitati con il gioco d'azzardo

Si sentivano i "padroni di Torino" e con estrema arroganza terrorizzavano le loro vittime, chiedendo il pizzo e minacciandole di morte. L'attività illecita di stampo mafioso, scoperta dai Carabinieri del comando provinciale nel corso di un'operazione antidroga in piazza Robilant, ruotava tutta attorno ai fratelli Adolfo e Aldo Cosimo Crea, già arrestati nel 2011 nel corso dell'operazione Minotauro e considerati in città i "padrini" della 'ndrangheta reggina.

E tra il capoluogo piemontese e la Calabria, in quest'operazione denominata Big Bang, sono stati 20 gli arresti effettuati dai militari, tra pregiudicati e incensurati assoldati dal clan Crea, sgominando così la cellula mafiosa torinese che ormai si stava sviluppando rapidamente sul territorio.

I fratelli Crea agivano in pieno giorno nel quartiere San Paolo di Torino, non molto lontano dal centro. Qui avevano individuato la loro base in un bar di piazza Sabotino, posto sotto sequestro questa mattina a fini probatori ma i cui proprietari non risultano indagati, dove la loro attività si svolgeva in maniera piuttosto evidente.

Proprio presso il locale infatti avvenivano le loro riunioni e gli incontri con le vittime delle estorsioni: imprenditori e commercianti della zona, alcuni di loro indebitati pesantemente con il gioco d'azzardo. Le persone che cadevano nella rete mafiosa, non riuscivano più a uscirne ed erano costretti a versare ai loro aguzzini, cifre da capogiro, spesso alla luce del sole, fra minacce e scambi  di "pizzini".

Il giro illecito di affari messo in piedi da Aldo Cosimo e Adolfo, anche mesi prima direttamente dal carcere, si aggirava sui 100mila euro al mese: proprio per questo il loro tenore di vita era alto, fra acquisti di oggetti di alto valore e soggiorni in hotel a cinque stelle. Un lusso che non nascondevano ma che ostentavano, sbattendo in faccia alle vittime il loro potere e di conseguenza terrorizzandole, spesso e volentieri anche con azioni violente: un chiaro esempio di "mafia aggressiva" e non più silente.  

Nel corso delle indagini sono emerse infatti pesanti pressioni da parte del clan Crea alle vittime: la testa di maiale mozzata e inviata a un noto imprenditore torinese affinchè pagasse il sostanzioso pizzo di 100 mila euro, è il più cruento degli esempi.

A un altro, il clan mafioso è arrivato a chiedere addirittura 300mila euro. Purtroppo però nessuna delle vittime di estorsione ha denunciato i fatti alle autorità, proprio per questo il timore degli inquirenti è che possano esserci in giro altre persone che abbiano subito i ricatti e i soprusi della cosca mafiosa. 

Oltre ai 20 arresti effettuati, durante le 41 perquisizioni e le oltre 260mila telefonate intercettate nell'ambito dell'operazione Big Bang, sono finiti in galera anche altre due persone: una per aver nascosto in casa una coltivazione di marijuana, l'altra per essere stata trovata in possesso, in casa, di due bombe a mano ancora inesplose.  

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Cadavere scaricato da un'auto su una panchina: si tratta di un latitante condannato per rapina

  • Scontro frontale sul rettilineo: auto distrutte, morti entrambi i conducenti

  • L'ex miss Italia e madrina di Torino 2006 investita: necessario intervento al naso

  • Colto da malore, si accascia a terra mentre sta camminando: morto

  • Automobilisti attenti: a mezzanotte entrano in servizio i semafori anti-passaggio col rosso

  • In tribuna allo Stadium, occhiali rotti e ferita allo zigomo per una pallonata

Torna su
TorinoToday è in caricamento