Cronaca San Salvario / Via Pietro Giuria, 54

Gli spacciatori si impossessano del giardino pubblico, ma vengono cacciati

La banda di pusher aveva eletto quel luogo a suo quartier generale. Qui avvenivano anche i pagamenti, anche con tv al plasma

Uno degli spacciatori ritira una tv al plasma usata per pagare la droga

Operazione antidroga dei carabinieri ai giardini Parri, nel quartiere San Salvario, a metà luglio 2017. Sequestrate centinaia di dosi.

I miltari della compagnia di Torino San Carlo hanno sgominato un gruppo di pusher africani che occupava stabilmente l’area pubblica compresa tra via Ormea, via Petitti e via Giuria.

COCAINA VICINO AL LICEO

Il gruppo di 13 indagati, identificati e monitorati per settimane, spacciava cocaina e crack accanto al liceo classico Alfieri e, secondo quanto risultato dalle indagini, era riuscito a conquistare il monopolio della zona. Aveva istituito il suo quartier generale nei giardinetti, di fatto cacciando tutti i cittadini. Con il fermo degli indagati, i giardini sono stati finalmente liberati dagli spacciatori e restituiti ai bambini e alle famiglie del quartiere. Negli ultimi giorni sette di loro sono stati arrestati.

ORGANIZZATI IN MODO PROFESSIONALE

I pusher, ha documentato l'inchiesta coordinata dal pm Andrea Padalino, si erano organizzati professionalmente al fine di eludere i controlli ed evitare gli arresti. Sono state monitorate condotte di spaccio giornaliere svolte in maniera capillare e organizzata: vi era chi si occupava di agganciare il cliente, chi di recuperare la sostanza, chi di controllare non arrivassero forze dell’ordine, chi di cedere la dose. Nulla era lasciato al caso: i pusher evitavano di tenere la cocaina addosso, prediligendo come luogo di conservazione la vicina area dell’ex Asilo D’Azeglio, oggi in disuso. Sistematicamente poi gli stessi spacciatori scavalcavano facilmente la recinzione, per il tempo necessario a recuperare la droga, prima nascosta, e portarla all’acquirente di turno.

ANCHE UNA TV PER PAGARLI

I clienti pagavano le dosi anche con tv al plasma, altri dispositivi audiovisivi, abbigliamento e scarpe. Ne sono stati identificati 43 abituali, che sono stati segnalati come consumatori alla prefettura.

"CI SIAMO ANCHE QUANDO NON CI VEDONO"

"Nel nostro mestiere - dice il colonnello Emanuele De Santis, comandante provinciale dei carabinieri - è brutto avere la percezione che un cittadino sia costretto a cambiare strada perché lì ci sono quelli oppure rinunci a un parco pubblico. La cosa significativa di questa attività è la voglia di dire al quartiere che l'Arma c'è, anche quando non ci vedono con un lampeggiante acceso o con un'uniforme. Ora ci auguriamo che la gente torni a sedere su quelle panchine".

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