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Alessandro Bulgini in Opera Viva

Alessandro Bulgini in Opera Viva

"Porto la luce dove la luce non c'è", Natale d'artista in Barriera di Milano

Ma chi è quell'uomo vestito di rosso sopra una scala con due lampadine illuminate in mano che viaggia per Barriera di Milano? Svelato l'arcano, lui è un'Opera Viva e si chiama Alessandro

Porta la luce dove la luce non c'è: non a caso i suoi luoghi preferiti sono le periferie, la Barriera di Milano che nessuno conosce, quella lontana dal centro, dalle installazioni luminose delle "Luci d'artista", lontana dal consumismo, dalla folla, dai turisti. Ma non per questo inesistente, "del resto 55mila abitanti non sono mica pochi". Lui è Alessandro Bulgini, artista, "luce d'artista di Natale vivente", un'Opera Viva, come preferisce chiamarsi lui e suoi progetti.

Da alcuni giorni "abbellisce" le vie di Barriera di Milano in prima persona, sale su una scala, si mette in posa e con due lampadine in mano, illumina le periferie come una vera e propria installazione di Natale. Alessandro non è nuovo a questa forma d'arte un po' low cost, ma che va dritta al punto. Sono suoi, infatti, i disegni in gessetto comparsi un paio di anni fa nelle vie di Barriera di Milano, il suo quartiere, quei disegni che avevano lasciato un'ombra di mistero e che apparivano e scomparivano quotidianamente lungo le strade. Ora il suo ritorno, in veste natalizia: "Da anni sto cercando di verificare quanto l'arte possa incidere su di un territorio preciso - afferma Alessandro -. Come con pochi mezzi, ma con un obiettivo preciso l'arte possa comunque essere strumento benefico per ciò che è ritenuto periferico. Usare gessetti e tracciare semplici disegni in maniera ripetuta o mappare, con la scusa della luce natalizia, in modo anomalo questo quartiere, produce attenzione lì dove di solito non ce n'è".

E così Alessandro ha comprato una scala da muratore - che fosse leggera - con cinque scalini, due lampade a batteria e ha indossato una maglia con su scritto 'Opera Viva' per farsi riconocere e per facilitare la comprensione del progetto, un modo per non rischiare di essere confuso con i mimi del centro: "Giro per Barriera di Milano e faccio la luminara provvisoria - continua Alessandro -. Mi faccio delle foto in modo che la cosa venga stigmatizzata tramite il social, anch'esso gratuito leggero e permeante".

Insomma, una forma d'arte low cost, ma diretta, tanto che molti torinesi, vedendolo, sono rimasti allibiti, chiedendosi cosa fosse e che significato si nascondesse dietro quell'uomo comparso improvvisamente nelle periferie. Un progetto iniziato da pochi giorni, ma che si prosepetta a lungo termine e anche a lungo raggio: "Continuerò finchè non avrò finito di illuminare gli angoli più suggestivi del quartiere, anche fin dopo le feste: di luce ce n'è bisogno sempre".

E forse ce n'è bisogno proprio in un quartiere come Barriera, dove di luci ce ne sono davvero poche e dove spesso l'ombra dà man forte allo spaccio e alla microcriminalità: in un quartiere dilaniato - per certi aspetti - dal degrado che Alessandro sta cercando di trasformare e abbellire come meglio può, con quello che sa fare: l'artista.

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