Vauda Canavese, uccide la moglie e dice di aver sognato il delitto

Mariella Gili Vinardi è stata uccisa dal marito con un colpo di pistola. L'uomo si è poi costituito e al pm ha raccontato di aver sognato il suo gesto scoprendo di averlo invece fatto nella realtà

Ha detto al pubblico ministero di aver sognato di uccidere la moglie con un colpo di pistola alla nuca e di essersi svegliato scoprendo che, invece, lo aveva fatto nella realtà. Lo ha confessato Salvatore S., il marito di Mariella Gili Vinardi e il suo assassino. Il pm Marco Sanini lo ha ascoltato Scaldone subito dopo l'arresto da parte dei Carabinieri, chiamati dallo stesso Scaldone. Nell'interrogatorio, l'uomo era assistito dal suo legale, l'avvocato Mauro Bianchetti. Nonostante la sua versione dei fatti, all'uomo il pm contesta il reato di omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione.

Secondo la ricostruzione l'uomo avrebbe sparato alla moglie una volta rientrata in casa, mentre la donna era nel letto e dormiva. Poi ha chiamato le forze dell'ordine per confessare tutto. Quando i due figli della coppia, entrambi adulti, sono rincasati (pochi minuti prima dell'arrivo dei Carabinieri), lo hanno trovato in stato di agitazione e hanno avvisato i nonni materni, che abitano al piano superiore della villetta bimafiliare di Vauda Canavese, dove è avvenuto il delitto. Dalle prime indagini è emerso che la coppia era in crisi da tempo e che la moglie Mariella aveva manifestato l'intenzione di separarsi.

(ANSA)

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