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Omicidio Rosboch, una perizia sui telefoni per scagionare Caterina Abbattista

Secondo il tecnico della difesa è possibile che la donna fosse rimasta a Ivrea il giorno dell'omicidio della professoressa

Nuova richiesta di scarcerazione per Caterina Abbattista, la madre di Gabriele Defilippi in carcere con lui e con l'amante del figlio, Roberto Obert, per l'omicidio di Gloria Rosboch.

Questa volta i suoi avvocati, Erica Gilardino e Matteo Grognardi, hanno presentato istanza al tribunale del riesame di Torino presentando la perizia di un ingegnere dell'università di Roma-La Sapienza secondo cui il 13 gennaio, giorno in cui l'insegnante fu uccisa a Castellamonte (il corpo fu poi trovato due settimane dopo il delitto) la rete dati del telefonino della donna agganciò una cella di Montalenghe, come sostenuto dagli inquirenti, ma la rete voce sarebbe rimasta agganciata a una cella di Ivrea, dove lei aveva detto di essere rimasta tutto il giorno.

Quindi, secondo i due avvocati è possibile che lei, che aveva detto di non essersi mai mossa dall'ospedale di Ivrea dove lavorava come operatrice socio-sanitaria, non abbia mentito e non abbia collaborato con gli altri due indagati per l'omicidio.

Il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando, ha ribadito la richiesta di misura cautelare in carcere sostenendo che le perizie fin qui prodotte dai carabinieri non lasciano invece spazio a margini di dubbio e che la donna, invece, si sarebbe mossa e quindi avrebbe mentito.

Sulla richiesta i giudici si pronunceranno i prossimi giorni.


 

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