Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

Omicidio ad Alessandria: portiere di un albergo trovato morto davanti alla reception, c'è un fermato

A dare l'allarme è stato un passante. Prima ipotesi: rapina finita male

Omicidio nella notte di oggi, lunedì 9 maggio 2022, all'hotel Londra di corso Cavallotti ad Alessandria. Alberto Faravelli di 69 anni (nella foto sotto), portiere dell'albergo a quattro stelle, che si trova vicino alla stazione ferroviaria, è stato trovato morto davanti alla reception da un passante che ha dato l'allarme. La vittima presentava una ferita alla testa inferta con un corpo contundente.

Sul posto sono intervenuti subito i carabinieri del comando provinciale che hanno già fermato un uomo, un quarantenne senza fissa dimora, identificato grazie ai filmati delle telecamere. La primissima ipotesi è che si sia trattato di una rapina finita male visto che la porta dell'albergo è stata trovata forzata. Le indagini sono coordinate dal pm Andrea Trucano della procura cittadina.

Faravelli abitava a Tortona e lavorava all'hotel Londra da una quindicina di anni. Stava per andare in pensione. Il presunto assassino, Giuseppe Aiello Proietto, 47 anni, è stato trasportato in caserma ed è assistito dall'avvocata Stefania Sandri: ha confessato di essere autore del delitto. Aveva trascorso la notte precedente nell'albergo ed è possibile che tra i due sia nata una discussione sul pagamento.

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Il ricordo della titolare dell'albergo

Giovanna Scacheri, titolare dell'hotel Londra, ricorda così Alberto Faravelli: "Era un caro collaboratore che ci ha lasciato a causa di un tragico evento, per altro a me inspiegabile, occorso durante lo svolgimento della sua attività lavorativa. Alberto ha trascorso circa 14 anni nella gestione dell’accoglienza degli ospiti dell’hotel Londra, dopo avere prestato lungamente servizio sulle navi da crociera. Proprio in questo contesto aveva affinato la sua natura aperta, generosa e allegra che generava subito empatia con l’ospite rendendo il soggiorno una esperienza lieta e rilassante come ci si sente solo quando ci si trova a casa. Era particolarmente apprezzato dai colleghi e da me per la sua disponibilità a risolvere i problemi anche quando questi comportavano rinunce personali e cambiamenti. Con questo spirito Alberto era capace di danzare la vita anche nei periodi più duri, come recentemente purtroppo diventati una nuova normalità, e questa leggerezza è stata un contributo a guardare con fiducia a un futuro migliore. Ovunque questa tua ultima crociera ti porti continua il tuo cammino con leggerezza e perdona l’immotivata ingiustizia patita".

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