Omicidio di Paolo Pilla a Rivalba: i punti chiave del giallo

L'uomo, figlio del pittore Paquale Pilla, è stato ucciso con due colpi in testa con un corpo contundente e seppellito (forse quando era ancora vivo) a poca distanza dalla villa: è giallo

I punti da chiarire sono ancora numerosi, e si indaga in ogni direzione

Il giallo sull'omicidio di Paolo Pilla è ancora lontano da una conclusione. L'uomo, figlio del pittore Paquale Pilla (scomparso recentemente) che nel 1990 salì all'onore delle cronache quando venne derubato di quadri di De Chirico dal valore di alcuni miliardi, è stato ucciso con due forti colpi in testa con un corpo contundente e seppellito (forse quando era ancora vivo) a poca distanza dalla villa che aveva comprato sulla collina torinese a Rivalba. I punti da chiarire sono ancora numerosi, e si indaga in ogni direzione.

CELLULARI E PORTAFOGLIO - Quando Pilla sabato pomeriggio è uscito dalla sua casa di Torino, non ha portato con sé né i telefoni cellulari né il portafoglio. Ha detto alla madre che doveva fare una rapida commissione. La patente la teneva sempre nella sua auto.

AUTOMOBILE - La Peugeot 206 di Pilla non è ancora stata ritrovata. Nei boschi di Rivalba è arrivato con un'auto diversa dalla sua. La testimone più attendibile ha detto che proprio questa seconda vettura scura si è allontanata dalla villa nel tardo pomeriggio, con una persona al volante: quella persona non era Pilla.

ABBIGLIAMENTO -  Paolo Pilla è arrivato al rustico vestito con jeans e maglietta, ma quando è stato ritrovato sepolto sotto alcuni centimetri di terra (a fare la tragica scoperta la sua ex convivente, con la quale aveva avuto un bambino che ora ha 3 anni) indossava abbigliamento e guanti da lavoro. Doveva fare dei lavori in giardino? Ma come mai alla madre ha detto di dover fare una veloce commissione?

SOLDI - Il perito informatico aveva acquistato l'immobile a Rivalba nel corso di un'asta giudiziaria al costo di circa 80 mila euro. Ma Pilla doveva ancora versare parte della somma all'ex proprietario.

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INDAGINI - I carabinieri di Torino hanno sequestrato un personal computer, alcuni effetti personali e alcuni documenti presenti nella casa di Pilla in via degli Artisti, nel centro del capoluogo piemontese. E' stato interrogato il fratello Giuseppe, che li ha accompagnati nella perquisizione domiciliare, la madre Agata, vedova del pittore Pasquale Pilla, la ex fidanzata Emanuela P., 36 anni, con cui l'uomo aveva un figlio piccolo, e vicini di casa sia dell'appartamento di Torino sia del rustico da ristrutturare a Rivalba. Un lunghissimo colloquio, fino a notte fonda. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale hanno ascoltato a lungo, Andrea, amico di vecchia data oltre che socio in un'azienda di consulenze informatiche di Paolo Pilla, il tecnico informatico trovato sepolto, dopo essere stato ucciso con un colpo alla testa, nei boschi di Rivalba.

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