Cronaca

Processo per la morte di Musy: in aula l'ex ministro Salvo Andò

L'ex ministro è entrato nella vicenda perché si era vociferato che Furchì avesse chiesto una raccomandazione per suo figlio a Musy. Raccomandazione per una cattedra a Palermo negata

E' ripreso il processo a Francesco Furchì, il faccendiere accusato di omicidio volontario dell'ex consigliere comunale Alberto Musy. In aula è stato ascoltato un nuovo testimone voluto dalla difesa, l'ex ministro della Difesa Salvo Andò, entrato nella vicenda per alcune presunte raccomandazioni chieste per suo figlio dallo stesso Furchì. Raccomandazioni per una cattedra universitaria a Palermo che sarebbero state negate da Musy, che in quella occasione faceva parte della commissione giudicatrice.

Andò ha dichiarato di conoscere poco in realtà l'imputato e di averlo incontrato solamente due volte, una volta "ad un convegno sulla questione meridionale" e una seconda alla "presentazione di un libro di Emanuele Mancuso". Un nuovo contatto ci fu telefonicamente quando Furchì fece degli auguri all'ex ministro, ma non ci furono riferimenti - secondo quanto testimoniato - ad altre questioni, "tantomeno di quel concorso".

Il presidente della Corte d'Assise, Pietro Capello, ha anche mostrato una lettera ad Andò che gli fu spedita proprio da Furchì. Lettera in cui si usava un tono amichevole, come se i due si conoscessero bene. "Ero membro della segreteria nazionale del Partito Socialisti Italiani - ha ribattuto Andò -. Non mi stupisco del tono amichevole, nel nostro ambiente era normale".

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