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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Barriera di Milano / Via Gottardo, 40

Omicidio di Massimo Melis: testimoni inchiodano Gino Oste, "quella sera aveva una pistola in mano"

Presunto assassino resta in carcere

Luigi 'Gino' Oste, il barista 62enne arrestato la sera di venerdì 5 novembre 2021 per l'omicidio di Massimo Melis, ucciso la sera del 31 ottobre a colpi di pistola in via Gottardo, resta in carcere. Oggi, lunedì 8, il giudice Valentina Soria non ha convalidato il fermo disposto dal pm Chiara Canepa, non riconoscendo il pericolo di fuga (così come aveva chiesto il suo avvocato, Salvo Lo Greco) ma ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare riconoscendo l'evidenza della sua colpevolezza.

A inchiodarlo, oltre alle immagini delle telecamere della zona, che lo ritraggono uscire dal bar L'Angelo Azzurro di corso Vercelli, raggiungere il luogo del delitto, distante poche decine di metri, e poi tornare indietro, sono anche alcuni testimoni, che hanno raccontato agli agenti della squadra mobile, che hanno condotto le indagini ed eseguito il fermo, che quella sera era armato di una pistola. 

"Sono stati ricercati - dice il procuratore capo di Torino, Anna Maria Loreto - tutti gli elementi possibili per arrivare alla soluzione. Riteniamo importantissimo che il giudice abbia riconosciuto la sussistenza della premeditazione: da due mesi l'indagato seguiva tutti i movimenti della vittima. Lo stesso vale per l'aggravante dei futili motivi: qui siamo di fronte a un rapporto che chiamare relazione è esagerato. La donna voleva chiudere e c'è stata la totale non accettazione di questo da parte della vittima. L'azione di Oste si è rivolta verso un'altra persona e questo è ancora più grave perché si considera la donna come un oggetto e va punita perché non può compiere atti di insubordinazione. Massimo Melis ha pagato l'essere altruista e disponibile verso un'altra persona che ha chiesto aiuto perché spaventata".

"Le risultanze delle chat - aggiunge Luigi Mitola, capo della squadra mobile - ci hanno restituito subito un movente molto forte, molto chiaro e allo stesso tempo immotivato e illogico, perché ha rivolto il suo astio contro una persona che non c'entrava nulla e che a lui non aveva fatto nulla, senza peraltro neanche interferire nelle decisioni della donna".

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