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Il ritrovamento del corpo di Luciano Ollino lo scorso giugno

Il ritrovamento del corpo di Luciano Ollino lo scorso giugno

Ucciso a colpi di pistola sulla collina torinese, arrestato il presunto assassino

È un inquilino della vittima

I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Torino hanno arrestato, nel corso della notte di oggi, venerdì 30 ottobre 2020, Giovanni Cordella, commerciante di auto 42enne di Pecetto Torinese, accusato di essere l'assassino di Luciano Ollino, il 60enne di Moncalieri trovato ucciso nella sua auto la sera del'8 giugno sulla collina torinese.

Il presunto assassino, noto anche col nome d'arte di Massimo Mancuso (che utilizzava per darsi un passaporto di persona vicina alla 'ndrangheta) è un inquilino della vittima in un appartamento di un residence. "I carabinieri - dice una nota dell'Arma - sono riusciti a documentare tutte le fasi dell’evento delittuoso, ricostruendo ogni spostamento effettuato quel giorno da Ollino fino al fatale incontro con l’omicida, che per sviare l’attenzione su di lui la notte stessa si è frettolosamente allontanato dal Piemonte verso il sud Italia, al fine di crearsi un solido alibi".

Il movente dell'omicidio sarebbe da ricondurre a dissidi tra i due, soprattutto di carattere economico e relativi alla compravendita di un immobile ubicato nell’hinterland torinese, di proprietà del consulente. Secondo i carabinieri, Cordella avrebbe rubato a Ollino, quando era già morto, 1.150 in contanti che la vittima aveva in una tasca dei pantaloni, corrispondente alla quota di una rata di un affittuario che aveva appena ritirato.

L’arrestato, trasportato nel carcere di Torino dopo le formalità di rito, dovrà rispondere di omicidio volontario, porto e detenzione illegale di arma da fuoco e rapina aggravata. A casa sua i carabinieri hanno trovato anche il giubbetto antiproiettile.

Il comandante: "Contro di lui raccolti numerosi elementi di prova"

“Sono stati numerosi gli elementi raccolti in quattro mesi di indagine - dice il colonnello Francesco Rizzo, comandante provinciale dei carabinieri -. Importante è stata la tempestività nell’acquisizione di tutte le immagini registrate dalle telecamere private poste nella zona dell’omicidio. Le investigazioni sono state altresì supportate da minuziosi accertamenti tecnici effettuati dai militari dell’Arma del reparto investigazioni scientifiche di Parma”.
 
Subito dopo il ritrovamento del corpo, gli investigatori hanno acquisito le immagini registrate da due telecamere private poste nella zona dell’omicidio, che avevano riprenso la Bmw di Ollino che, nel pomeriggio dell’8 giugno intorno alle 18, era partito in macchina da casa sua per recarsi nel residence di Pecetto Torinese attraverso un unico tragitto percorribile. In particolare, la sua auto alle 18.10 circa (come attestano i due sistemi di videosorveglianza ed alcuni testimoni) era arrivata nel complesso residenziale di strada del Colle di Pecetto Torinese, dove si era fermata per poco più di 10 minuti. Alle successive 18.22 l’auto aveva percorso la medesima strada in senso opposto, da Pecetto Torinese verso la vicina piazzola di Pian del Lot, luogo dove poi verrà ritrovato il cadavere. Le stesse telecamere hanno ripreso, intorno alle 18.45-18.50, un uomo che rientrava a piedi in direzione del residence di Pecetto Torinese, ritenuto dagli investigatori dell’Arma l’autore del delitto, anche per la particolare camminata, leggermente claudicante. L’ipotesi investigativa è stata supportata anche da una perizia effettuata dai militari Ris di Parma, così come dall’autopsia che ha individuato l’ora del decesso tra le 18 e le 19 di quella sera. Anche il tempo di percorrenza a piedi (17 minuti circa) dal luogo dell’omicidio alle telecamere posizionate nei pressi del residence è ritenuto perfettamente compatibile con l’orario impresso nelle immagini acquisite dai carabinieri.

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