Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca Strada Romano Montalenghe, 8

Uccise il papà della sua compagna: l'accusa chiede 30 anni per l'assassino

"Ostacolava il mio rapporto con lei"

Laurent Radici, la vittima dell'omicidio

La procura di Ivrea ha chiesto 30 anni di carcere per Giuseppe Laforé, detto Alex, 26enne sinto italiano di Romano Canavese accusato e reo confesso dell'omicidio del padre della compagna, Laurent Radici, 44enne sinto ucciso a colpi di pistola in strada Montalenghe a San Giorgio Canavese il 10 gennaio 2019 (la morte avvenne in realtà due giorni dopo l'agguato). Laforé si era costituito alcuni giorni dopo l'accaduto, aveva fatto ritrovare la pistola utilizzata per l'omicidio e aveva raccontato di averlo fatto perché il quasi-suocero ostacolava il rapporto con la sua fidanzata.

Il pm Daniele Iavarone, che ha coordinato le indagini svolte dai carabinieri della compagnia di Ivrea e del nucleo investigativo di Torino, contesta a Laforé, difeso dagli avvocati Erika Gilardino e Michela Malerba, il reato di omicidio volontario premeditato

La vedova e i due figli di Laurent Radici si sono costituiti parte civile nel processo con l'avvocato Alessandro Radicchi e hanno chiesto un risarcimento di 450mila euro a testa.

La sentenza del giudice Ombretta Vanini, al termine del processo che si svolge con rito abbreviato, è attesa per il prossimo 16 luglio.

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