L'assassino è seminfermo di mente, la protesta della vedova della vittima

"Possibile che non fosse stato controllato?"

La scena dell'omicidio

Khalid De Greata, il nigeriano di 27 anni che il 15 ottobre 2017 sgozzò il 51enne settimese Maurizio Gugliotta e ferì gravemente un suo amico al mercatino dell'usato di via Carcano, è parzialmente incapace di intendere. Lo ha stabilito la perizia dello psichiatra Franco Freilone disposta dal gip Ambra Cerabona del tribunale, che ha accolto una richiesta di incidente probatorio del pm Gianfranco Colace. I risultati saranno comunque discussi in aula il prossimo 3 maggio 2018.

Secondo Freilone, all’epoca dei fatti, De Greata aveva una “capacità di intendere e di volere grandemente scemata”, per infermità individuata in un “disturbo psicotico” ovvero “con caratteristiche di specie paranoidi”. La sua personalità è "socialmente pericolosa" ma al momento è in grado di stare in giudizio.

Dopo l'arresto da parte della polizia locale, l’omicida aveva giustificato il gesto sostenendo di aver estratto il coltello e di aver colpito "perché i due amici avrebbero sparlato di lui".

La vedova della vittima, Carmela Caruso, sarà in aula il giorno della discussione. E' assistita dall’avvocato Giulio Vinciguerra e da Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, che si fa carico a titolo gratuito delle spese di assistenza legale.

“Sapevamo che purtroppo c’era questa possibilità, e in qualche modo eravamo preparati, ma ovviamente non non siamo soddisfatti né d’accordo - commenta la donna -. Da un lato c’è quantomeno la consolazione che l’assassino non è stato dichiarato totalmente incapace di intendere e di volere, e che quindi non è impunibile, ma se gli sarà riconosciuta dai giudici la seminfermità mentale il rischio è che se la cavi con poco. Io mi ritrovo senza un marito, i miei tre figli senza un padre. La nostra vita da quel maledetto giorno è uno strazio, l’unica soddisfazione che ci restava, pur sapendo che comunque nulla ci avrebbe restituito Maurizio, era quella della giustizia, di una pena congrua ed esemplare, che per noi era ed è l’ergastolo. Molto probabilmente non sarà così”.

La vedova Gugliotta nutre anche "molti dubbi sulla pazzia o semi-pazzia di questa persona. E se anche fosse così, mi chiedo come mai quand’è entrato in Italia non se ne siano accorti, non l’abbiano controllato in tutti questi mesi nei quali ha girato per il nostro Paese. Possibile che si scopra che era pazzo dopo che ha ammazzato un uomo? Un onesto padre di famiglia? Mio marito?”.

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