Cronaca

Strage di Caselle: il killer era in casa per rubare, poi il raptus omicida

E' stato il convivente della ex domestica della famiglia Allione a macchiarsi le mani di sangue. Ha confessato tutto nella notte al termine di un lungo interrogatorio

Fotografie di Gabriele Bolognesi

Giorgio Palmieri si era recato nella villetta della famiglia Allione per compiere una rapina. Questo è il motivo per cui il cinquantaseienne era tornato nell'abitazione in cui, fino a poco tempo fa, aveva lavorato come domestica la sua compagna Dorotea De Pippo. L'uomo ha confessato tutto nella notte e le sue parole hanno trovato riscontro nelle analisi sui cadaveri, togliendo ogni dubbio agli investigatori.

A confermare lo "scopo di rapina" è stato il procuratore Sandro Ausiello, il quale ha aggiunto che le tre vittime sono state uccise con un tagliacarte. Dalla ricostruzione dei carabinieri, l'uomo è entrato nella villetta della famiglia Allione per spiegare loro perché non riusciva a restituire un prestito di 500 euro ricevuto tempo prima. I due pastori tedeschi sono stati chiusi nel sottoscala dalle vittime, con cui l'uomo arrestato ha bevuto un caffè in cucina. Palmieri, con una scusa, si sarebbe poi allontanato per mettere a segno il furto. Dopo alcuni minuti il raptus omicida.

Quanto alla domestica, su cui gli investigatori stanno ancora cercando di capire se ci sia stato o meno un coinvolgimento, è stato appurato che fosse stata allontanata dalla famiglia alcuni mesi fa, forse dopo che in casa era scomparsa una preziosa collana. Aveva lavorato nella villetta per oltre cinque anni, tanto da poter dire che il figlio e nipote delle vittime, Maurizio Allione, andava d'accordo con i genitori e il rapporto non era teso come diceva qualcuno. Il compagno ha detto alle forze dell'ordine di aver agito da solo, scagionando per il momento la convivente.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Strage di Caselle: il killer era in casa per rubare, poi il raptus omicida

TorinoToday è in caricamento