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Omicidio Boggio, il movente è la rapina: l’indiziata puntava ai risparmi del pensionato

Il profilo della donna, che ha reso dichiarazioni utili alle indagini, è stato tracciato con l'esame del Dna

E' finita in manette Egle Chiappin, classe 1963, residente a Torino: è gravemente indiziata dei reati di omicidio premeditato ed aggravato, e rapina, commessi, con un complice, ai danni di Giovanni Battista Boggio. Il delitto sarrebbe scaturito dalla condizione di miseria in cui si trovava la donna che avrebbe agito per impossessarsi degli averi che il pensionato custodiva in casa.

Bisogna tornare al 16 ottobre 2015 quando, su richiesta dei vigili del fuoco, le volanti erano intervenute all’interno di un alloggio in via Forlì 65 dove, nel soggiorno, era stato rinvenuto il corpo del 69enne Giovanni Battista Boggio. Secondo i primi accertamenti era stato più volte colpito alla testa dal suo aggressore con un corpo contundente, mai ritrovato. Dall’alloggio risultavano essere stati rubati un cellulare, le chiavi dell’abitazione ed il portafoglio. 

Le indagini sono si sono immediatamente concentrate verso le persone gravitanti, a vario titolo, intorno alla vittima che conduceva una vita molto riservata. E’ emerso quindi che Boggio conosceva Egle Chiappin, la sua presunta assassina, in quanto entrambi erano seguiti dai sevizi sociali.

L'analisi sui reperti sequestrati nell’alloggio ha evidenziato tracce di un profilo di Dna femminile ed uno maschile. Le indagini ed i riscontri biologici sono stati quindi indirizzati verso Egle Chiappin, il cui numero telefonico compariva su un biglietto trovato nell’appartamento dell’uomo. Alla donna è stato prelevato un campione biologico. Il profilo genetico è risultato perfettamente sovrapponibile con quello di tipo “femminile” individuato durante il sopralluogo.

Nell’alloggio della 53enne è stato rinvenuto l’apparato cellulare Gsm sottratto alla vittima. La donna, interrogata nell’immediatezza dal pubblico ministero ha reso dichiarazioni utili alle indagini, grazie alle quali gli inquirenti stanno ora verificando l’ipotesi di una possibile presenza di complici. Il fermo della Chiappin è stato poi convalidato dal Gip che ne ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Il movente del delitto quindi sarebbe la rapina: i pochi risparmi che l’anziano custodiva in casa.  

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