Cronaca

Olimpiadi Torino 2006, accertato danno patrimoniale da 2,6 milioni di euro

Bufera nei giorni del decennale dei Giochi. A giudizio i vertici dell'agenzia "Torino 2006"

Martedì si era appena festeggiato il decennale dell’apertura delle Olimpiadi 2006, oggi invece Torino si sveglia con una brutta pagina di malaffare. Protagonista l’Agenzia olimpica “Torino 2006”, a cui la guardia di finanza ha accertato un danno patrimoniale elevatissimo, addirittura di 2,6 milioni di euro.

Ricapitolando, l’agenzia in questione aveva affidato ad un’associazione temporanea di imprese il project control della realizzazione delle opere olimpiche, pur avendo egli stessa tali competenze – ad essa affidategli dalla legge n. 285 dell’ottobre 2000 – e potendo oltretutto contare, al proprio interno, su un numero sufficiente di professionisti competenti. 

L’attività, per la quale la procedura di affidamento è stata comunque ritenuta regolare, riguardava la verifica dello svolgimento delle procedure riferite alle singole attività contrattuali, della loro esecuzione e degli eventuali scostamenti dalle previsioni originarie, allo scopo di ovviare ai possibili inconvenienti.

In sostanza però, le mansioni affidate all'Ati erano le medesime che rientravano nelle competenze e nella normale attività delle figure istituzionali preposte alla gestione e allo svolgimento dei singoli appalti, senza alcun valore aggiunto; si trattava, semplicemente, di verificare l'osservanza dei singoli cronoprogrammi e adottare interventi correttivi, laddove fossero insorte difficoltà.

Per il danno economico prodotto, elevatissimo, sono ora ritenuti imputabili i vertici della società, rispettivamente il direttore dell'Agenzia Domenico Arcidiacono, il vicedirettore Giambattista Quirico e i componenti del Comitato Direttivo. Tutti quanti saranno chiamati in giudizio davanti alla Corte dei Conti il prossimo 20 luglio.
 

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