Ramazze e detersivi per occupare il Majorana: "Puliamo l'edificio per protesta"

Gli alunni dell'istituto Majorana di via Frattini protestano in maniera originale, pulendo la loro "seconda casa" e dando un messaggio alla classe politica: "siamo ragazzi che si interessano al loro futuro"

Hanno pulito la scuola per protesta. Loro, gli alunni del liceo Majorana di via Frattini 11, non ce la facevano più a studiare in una scuola sporca e ad essere passivi: così, per manifestare contro l’attuale situazione dell’edilizia scolastica, hanno deciso di iniziare una pulizia simbolica del loro istituto.”In Italia siamo abituati a riunirci a protestare solo nei momenti in cui succedono catastrofi, come la morte di Vito e la paralisi permanente di Andrea causate dal crollo della controsoffittatura al Liceo Scientifico C. Darwin di Rivoli”, - si legge nella lettera che gli alunni hanno scritto per spiegare il loro gesto – riteniamo dunque necessaria un’azione di questo calibro a prevenzioni di situazioni simili nella nostra scuola”. Ecco dunque il motivo dell’occupazione, iniziata mercoledì e destinata a durare almeno per qualche giorno.

“La scuola è la nostra seconda casa, e siamo stanchi di vederla sporca – commenta il rappresentante degli studenti Claudio Croce – abbiamo pulito i vetri, i pavimenti e i muri. Abbiamo comprato noi i guanti e le scope”. Tutti con ramazze e detersivi, dunque, pronti a rimettere a nuovo la loro “seconda casa”. “Non siamo pecoroni – spiega Marco De Leo, studente – e vorremmo far vedere che siamo una parte attiva”. E poi ci sono i problemi dell’edificio: “In una classe è crollato un pezzo di controsoffitto – continua Croce – altrove ci sono delle crepe. Abbiamo anche mandato delle lettere in Regione e Provincia per spiegare il problema della nostra scuola”.

L’occupazione, spiegano i ragazzi, proseguirà ad oltranza, fino a quando le operazioni di pulizia non avranno termine; e la scelta del periodo pre-elettorale non è casuale: “in modo tale che la classe politica si accorga che non siamo solo studenti la mattina, ma anche ragazzi che si interessano al loro futuro”, si legge nella lettera. Dal preside, Fulvio Allegramente, arriva però un avviso: “Io non sono né contrario né a favore – spiega – ma voglio spiegare agli alunni che quello che stanno facendo è illegale: è giusto che sappiano quali sono le norme che regolano la vita civile”.

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