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Occupati gli uffici di via Bologna, si rischia una nuova emergenza profughi

Decine di profughi hanno occupato l'ufficio stranieri. Questi vivono da tempo nelle abitazioni di via Cervino e corso Vigevano, ma a breve dovranno lasciare le case e lasciarle ai nuovi profughi in arrivo dalla Sicilia

Un gruppo di decine di profughi hanno occupato dal primo pomeriggio l'ufficio stranieri di via Bologna in segno di protesta e contro l'incertezza di un tetto sopra la testa che li sta accompagnando in questi giorni. Negli scorsi giorni sono infatti scaduti i termini della concessione da parte del Comune di Torino per le palazzine in cui abitano in via Cervino e corso Vigevano.

Ci si rischia dunque di trovare di nuovo di fronte ad un'emergenza profughi come successo un anno fa. Non a caso oggi era in programma un incontro tra le istituzioni ed alcune associazioni. Un tavolo per discutere della situazione che si sta venendo a creare. Ma questo è saltato, mandando in escandescenza i profughi e le associazioni.

Il problema riguarda i "vecchi" profughi e i "nuovi", quelli che dovrebbero arrivare a breve dalla Sicilia. Si parla di circa 400 persone. Gli attuali occupanti delle abitazioni comunali lasceranno il posto ai nuovi profughi. Una situazione paradossale per certi versi che ha portato all'occupazione degli uffici di via Bologna.

La soluzione più immediata - che tra l'altro hanno preso in considerazione le associazioni vicine ai profughi - è quella di un trasferimento in via Giordano Bruno, nelle palazzine Ex Moi occupata nell'aprile del 2013. Ma lì ci vivono già centinaia di persone e lo spazio non è moltissimo.

Toccherà al Comune e alla Regione ora trovare una soluzione, prima che la protesta di oggi si trasformi in una vera emergenza.

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