Nuova occupazione in via Asti, nell'ex caserma altre 70 persone

Solo qualche settimana fa alcuni rom si erano presentati sotto Palazzo Civico per rivendicare una casa. L'occupazione in via Asti è stata monitorata dagli agenti di polizia

Ex caserma occupata

Da ieri una settantina di rom sfrattati dal campo di lungo Stura Lazio hanno occupato un'ala dell'ex caserma di via Asti. Dopo lo sgombero della baraccopoli alla periferia nord di Torino, molte persone sono rimaste senza casa. Anche coloro che - partecipando al progetto di Palazzo Civico "La città possibile" - sono stati collocati presso le abitazioni di corso Vigevano, si trovano al momento in condizioni critiche essendo stati sfrattati e non avendo - di fatto - un letto in cui dormire. E poi ci sono tutti quei rom a cui il Comune ha promesso 300 euro per lasciare il Paese e tornare "volontariamente" in Romania: lì, però, non hanno più una casa e hanno quindi scelto di rimanere a Torino. 

E così la soluzione di occupare l'ex caserma di via Asti ora polo culturale dove gli occupanti operano per dare risposte alla città, con iniziative sociali e politiche. "Abbiamo deciso di riprenderci quello che è giusto che tutti abbiano, una casa. Abbiamo occupato un pezzo dell'ex caserma di via Asti, che l'associazione "Terra del Fuoco", una delle tante che hanno partecipato al progetto "La città Possibile" ha occupato in aprile promettendone un uso sociale. Da allora tanti di noi sono finiti in strada mentre la caserma restava in buona parte vuota - si legge in un comunicato di Csoa Gabrio -. Da oggi si riempie di uomini, donne e bambini che non hanno soldi per gli affitti del comune, che non vogliono più una baracca, che non vogliono tornare in Romania".

I rom di lungo Stura Lazio si sono presentati in via Lamarmora con tutto ciò che le ruspe negli scorsi giorni non sono riuscite a distruggere. La situazione è stata monitorata dagli agenti della polizia intervenuti sul posto per evitare che si verificassero incidenti.

Solo poche settimane fa alcuni rom e antagonisti dei centri sociali si erano presentati sotto Palazzo Civico in occasione del Consiglio comunale per rivendicare una casa. Il sit-in si era svolto in modo pacifico, salvo alcuni momenti di tensione provocati dal lancio di alcuni volantini da parte del consigliere Maurizio Marrone sui cui quali erano raffigurati gli orari dei bus da Torino alla Romania.

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