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La casa confiscata a Paolo Jahier, titolare della concessionaria delle auto taroccate di Pinerolo

La casa confiscata a Paolo Jahier, titolare della concessionaria delle auto taroccate di Pinerolo

Altri guai per l'imprenditore dei contachilometri taroccati: accuse di prostituzione, usura e riciclaggio

Confermata la confisca dei beni

Nuovi guai giudiziari per Paolo Jahier, imprenditore di Pinerolo finito nei guai per la vicenda dei contachilometri taroccati (era stato smascherato da Max Laudadio di Striscia La Notizia) e poi colpito da una confisca di beni per due milioni di euro.

Adesso è accusato anche di sfruttamento delle prostituzione per aver affittato una delle camere di un ex albergo, che aveva rilevato per aprire la sua concessionaria. Secondo l'accusa della guardia di finanza, avrebbe fornito asciugamani e lenzuola destinati ai clienti.

Dovrà anche rispondere di prestiti a usura nei confronti di un professionista, di un imprenditore edile e di un piccolo commerciante di autoveicoli, a cui avrebbe praticato tassi annui compresi tra il 130% e il 140%.

Le attività investigative dei finanzieri, coordinate dal procuratore aggiunto Cesare Parodi, hanno dimostrato anche che i proventi illeciti generati dall’evasione fiscale e dalle bancarotte fraudolente venivano sistematicamente reimpiegati in nuove attività economiche e finanziarie, anche all’estero, per 'lavare' il denaro illecitamente accumulato: da qui un'ulteriore accusa, autoriciclaggio.

Nella giornata di ieri, martedì 18 febbraio 2020, la Corte d'appello di Torino ha rigettato il ricorso dei suoi avvocati contro la confisca dei beni e contro la misura di prevenzione della sorveglianza speciale.

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