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Letzgo, la nuova app made in Italy che sfida i tassisti: "Pronti a nuova guerra"

La nuova app approdata a Torino ha fatto drizzare i capelli ai tassisti torinesi, pronti a guerreggiare nuovamente nel caso il servizio non rispetti la normativa italiana vigente e relativa al trasporto di persone non di linea

Dopo il blocco di Uber Pop sul territorio nazionale per concorrenza sleale, un'altro servizio rischia di mettere nuovamente in guerra i tassisti. Si chiama "Letzgo", un'app tutta made in Italy - il fondatore è un milanese - studiata appositamente per non eludere le normative europee per ciò che attiene al trasporto di persone e già approdata anche a Torino dove i tassisti non mancano, comunque, di ricordare che ogni Stato ha delle direttive sovrane del tutto invalicabili.

Una sorta di "Blablacar" o, come si usa meglio definirlo al giorno d'oggi, di "carpooling". Le differenze rispetto a UberPop sono notevoli, anche se l'applicazione ha già scatenato le ire dei tassisti torinesi, nuovamente pronti a guerreggiare per far rispettare le disposizioni di legge nazionali in materia. Il fulcro sta nella condivisione del viaggio: rispetto all'app californiana, in Letzgo è il passeggero che decide da dove vuole partire e dove vuole andare. Se in quel momento c'è un driver che si appresta a fare lo stesso percorso, il passeggero viene caricato a bordo, altrimenti no.

La seconda grande differenza con UberPop è rappresentata dal costo del servizio: Letzgo, infatti, prevede un rimborso suggerito al guidatore. E' il passeggero a decidere di dare di più o di meno a seconda di come si è trovato e di quanto ritiene abbia speso il driver. C'è poi un sistema di rating che consente di evitare comportamenti opportunistici da parte degli utenti. Il rimborso, peraltro, si rifà ai parametri medi dell'Anci. In questo senso il rimborso spese è indicativo e tutto resta in tasca agli utenti, almeno per ora, anche se non è da escludere che in futuro Letzgo possa avere la sua percentuale.

L'arrivo del nuovo servizio di trasporto low cost ma fatto drizzare i capelli ai tassisti torinesi che vedono nell'app l'ennesimo caso di trasporto abusivo: "Non vorremmo che fosse l'ennesimo escamotage per baipassare l'attuale legislatura in materia sui tpl non di linea - afferma Federico Rolando, portavoce dei tassisti torinesi -. Se ci troveremo nuovamente in presenza dei presupposti per un esercizio abusivo della professione del trasporto pubblico non di linea agiremo legalmente".

Letzgo, a conti fatti, si identifica in una sorta di autostop, molto simile al servizio di "carpooling" che trova in Blablacar la principale esponente: "Il carpooling è una cosa molto chiara - continua Rolando - mentre mascherare un servizio qualsiasi da condivisione o da rimborso spese, quando si effettua  un trasporto pubblico non di linea con contropartita in denaro è necessario possedere i requisiti previsti dalla legge".

Un nuovo ostacolo per i tassisti torinesi che, peraltro, si chiedono se la sentenza emessa dal giudice di Milano venga effettivamente messa in atto, anche da parte degli organi preposti al controllo: "Continuamo a ricevere segnalazione sul territorio di autisti che effettuano servizi abusivi - afferma Rolando - e non vorremmo che fossero riconducibili a realtà di cui l'ordine è stato di fermare il servizio. Ci piacerebbe sapere dal Comune in che modo stanno verificando che l'ordinanza stia venendo rispettata a Torino".

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