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Cento candeline per nonno Alessandro: il giardinere che salvò Vittorio Emanuele

Nonno Alessandro Belfiglio compie cento anni. Una vita particolare, densa di eventi, passata tra la corte di Torino e la guerra in Africa

Cento anni e mille ricordi. Ieri pomeriggio nonno Alessandro Belfiglio, classe 1913, ha spento cento candeline, circondato dall’affetto della sua famiglia: i figli Piero e Maria Teresa, e il nipote Matteo. Una vita densissima di eventi, quella di Alessandro, vissuta sempre tra Celle Enomondo, piccolo comune di campagna in provincia di Asti, e Torino.

In città, la famiglia di Alessandro viveva in via Verdi, presso la Cavallerizza: nel cuore di Torino, proprio dietro a Palazzo Reale; e non era un caso, perché nonno Alessandro lavorava a corte, prima come giardiniere e poi come guardiano di Casa Savoia.  “Mio padre – ricorda il figlio Piero – raccontava che un giorno salvò il piccolo principe Vittorio Emanuele, che era caduto nella grande fontana barocca dei giardini del palazzo”.  Allora Alessandro era giardiniere di corte, poi divenne guardiano del Palazzo Reale.

Al tempo della guerra, Alessandro venne spedito al fronte in Africa, tra la Somalia e l’Etiopia. Undici anni di servizio sotto le armi, conclusi con la cattura da parte delle truppe alleate, quasi alla fine del conflitto. Con gli americani, Alessandro risalì l’Italia e tornò in Piemonte. E da lì la sua storia divenne meno movimentata: caduta la monarchia e andato in esilio Umberto II, Alessandro rimase senza lavoro. Venne assunto alla Fiat, nell’ufficio di assistenza.

Come lui, molti dipendenti di Casa Reale avevano cambiato occupazione: un modo per ritrovarsi con molti di loro fu il Circolo Beni Demaniali, fondato nel 1948 e che ha ancora sede alla Cavallerizza, del quale Alessandro è l’ultimo socio fondatore ancora in vita. “Una foto di gruppo dei soci fondatori – ricorano i figli – è ancora esposta al Circolo, e si vede bene nostro nonno”.  Nonno che ha visto cambiare radicalmente questa città, e che ormai è anche uno dei decani di Torino: cento anni non capitano tutti i giorni, e nonno Alessandro, che lo sa, sorride, tra l’abbraccio dei suoi cari.

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