Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Trasloco Suk, il no dell'amministrazione alla volontà dei cittadini

Bocciate in Sala Rossa le proposte di revoca della delibera per lo spostamento del mercato di libero scambio. Attese le proteste di Circoscrizioni e cittadini

Una città dove le proteste dei cittadini non bastano. Non bastano neppure le "promesse di guerra dell'opposizione", per fermare le amministrazioni. Come se la volontà dei residenti di quartiere non fosse abbastanza. E così che, ancora una volta, sono andate le cose.

Ieri la conferma a Palazzo Civico dove la maggioranza che sostiene Fassino ha bocciato le due mozioni di Lega Nord e Fratelli d'Italia che chiedevano il ritiro della delibera relativa al trasloco del Suk alle ex officine Grandi Motori, dall'ex Scalo Vanchiglia. Niente da fare, il mercato del libero scambio cambierà sede, portandosi dietro il brulicare di commercianti abusivi con il loro - prevedibile - seguito.

Ora le conseguenze, già annunciate, come quelle del capogruppo leghista Fabrizio Ricca di incatenarsi ai cancelli dell'ex Ogm, come le proteste delle Circoscrizioni VI e VII e dei loro presidenti Conticelli e Durante, in prima linea contro questo provvedimento che, a detta dei residenti, non farebbe altro che peggiorare una situazione già critica come quella di Barriera di Milano. Di sicuro, gli assessori al Commercio e alle Periferie Mangone e Curti, ne sono stati avvisati. Anche se hanno tirato dritto, anche se l'ex Ogm è l'unica area - secondo loro - che potrebbe ospitare il Suk perchè più governabile. Perchè altrimenti, se non controllato, il mercato del libero scambio invaderebbe aree ben più problematiche, come i salotti di via Roma. E allora no. Meglio confinare i circa 500 venditori "multicolor" tra i quartieri Barriera e Aurora. Una sorta di "divisione della città tra aree tutelate con riguardo e aree di discarica sociale", come afferma, sarcasticamente, il grillino Bertola.

Sì, perchè nei 16mila metri quadrati dell'ex Ogm di certo l'immondizia non manca, e non manca neppure l'eternit. E qui la chiave di lettura si duplica: un modo per riqualificare la zona o per "nascondere le porcherie celate sotto i detriti della vecchia struttura", come rilancia il consigliere Carbonero della Lega? Insomma, le domande sono tante e tante sono le risposte, di fronte a un'amministrazione che tira dritto come un treno, quasi come sembrasse indifferente verso quei cittadini che, in fin dei conti, l'hanno eletta.

Un po' come il "no" al referendum proposto dalla Lega Nord contro i campi nomadi, altro fenomeno che in ginocchio ci ha messo i cittadini, mica i piani alti. Anche lì, il paraocchi. "Ancora una volta - afferma il leghista Fabrizio Ricca - al Pd non interessa il parere dei torinesi, ma solo farsi i fatti loro".

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