Cronaca

Non ci sarà nessuna tendopoli all'Arena Rock delle Vallette

Dopo l'incontro a Palazzo Chigi accordo tra Cota e Chiamparino. L'accoglienza coinvolgerà tutte le regioni italiane "in modo equilibrato". Il vescovo di Torino fa un appello: "Accogliere i bisognosi"

Addio tendopoli all'Arena Rock della Continassa. Dopo i timori delle scorse settimane, i residenti tirano un sospiro di sollievo. Ma l'emergenza immigrati, come dimostra il tragico naufragio di ieri, continua a essere al centro dell'attenzione mediatica.

Dopo la riunione a Palazzo Chigi Sergio Chiamparino e Roberto Cota sembrano aver trovato un accordo: "A Torino non ci sarà nessuna tendopoli". Non ci sono però certezze sulla gestione dell'emergenza in Piemonte. Le tende già parzialmente montate all'Arena Rock delle Vallette dovranno essere smontate. Il sindaco di Torino si augura che l'accoglienza venga gestita al meglio con un'azione coordinata delle regioni italiane: "C'è un impegno per una gestione e un'accoglienza che coinvolga tutte le Regioni e che sia gestita in modo equilibrato su tutto il territorio. Siamo favorevoli ai permessi di soggiorno temporanei per ragioni umanitarie, ma auspichiamo che l'Unione Europea mandi un segnale per consentire la circolazione dei profughi nell'area Schengen".

Cota conferma: "In Piemonte non ci saranno tendopoli o insediamenti, ma per i profughi dalla Libia è attiva una collaborazione con la Caritas. Abbiamo anche un programma per accogliere i minori non accompagnati. L'obiettivo complessivo è quello dei rimpatri".La realtà è la seguente: circa 20 mila tunisini hanno diritto a un lasciapassare temporaneo, della durata di sei mesi. E potrebbero ovviamente anche arrivare nel nord ovest. La rete di assistenza torinese riuscirà a reggere e a garantire l'accoglienza? Impossibile fare previsioni.

Cesare Nosiglia,  vescovo di Torino, sulla "Voce del Popolo", fa un vero e proprio appello alla società torinese: "Davanti al dramma dei migranti provenienti dal Nord Africa  -  scrive il vescovo della Diocesi di Torino -  chiedo alle parrocchie, alle famiglie, alle comunità religiose della diocesi di accogliere questi bisognosi. Già alcune comunità parrocchiali, religiose e aggregazioni laicali hanno indicato la propria disponibilità e la diocesi provvederà a coordinare l'accoglienza". Un "atto di fraternità", conclue il vescovo. Il sindaco di Settimo Torinese Aldo Corgiat ha già dato la disponibilità per il centro della Croce Rossa.

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