No Tav: finita la prima settimana di mobilitazioni. Inizia la seconda

La domenica dei No Tav è trascorsa tranquilla. Quasi un migliaio le persone accorse per la "polentata" organizzata a Giaglione. Unico fuori programma l'iniziativa di Turi Vaccaro, salito sul traliccio da cui era caduto Abbà

Turi Vaccaro, il No Tav salito sul traliccio (da www.youreporter.it)

Erano circa un migliaio le persone che ieri si sono ritrovate a Giaglione con lo scopo comune di lottare contro la linea ad alta velocità che collegherà Torino a Lione. "Oggi siamo tranquilli, allegri e colorati. Oggi ci comportiamo bene", ha detto il leader No Tav Alberto Perino alle persone intervenute. L'ascia di guerra però non è ancora stata dissotterrata e lo dimostra l'affondo contro l'ultimo ingresso nell'hit parade dei nemici: il Presidente del consiglio, colpevole di avere detto che il supertreno Torino-Lione si deve fare. "Caro Monti, tu dei valsusini non hai capito niente. Noi non ci facciamo spaventare".

Quella di ieri è stata la "settima giornata di mobilitazione". Una giornata di cui si parlerà per l'ennesimo coup de teatre di Turi Vaccaro, il pacifista che si è arrampicato sul traliccio da cui lunedì è caduto il leader dei No Tav Luca Abbà ferendosi gravemente. La corrente è stata subito staccata, e sul posto sono accorsi polizia, 118, vigili del fuoco e due attivisti chiamati a parlargli. "Se dò fastidio al movimento scendo, ma voglio meditare un attimo", dice. Ha due coperte, un po' di frutta e, sembra, abbia l'intenzione di trattenersi a lungo. Ma cosa avesse in mente Turi, nel pomeriggio, non lo sapeva nessuno, neppure i No Tav. Turi è rimasto fino a questa mattina sopra il traliccio.

Da oggi comincia una nuova settimana in trincea. Ormai il movimento riesce ad ispirare tutti gli antagonismi d'Italia e raccoglie simpatie persino negli stadi di calcio, come si è visto a Roma in curva sud con lo striscione dedicato all'attivista ferito: "Difendi la tua terra. Daje Luca. No Tav". Bisogna preparare nuove iniziative e, da oggi, tutti i giorni si terrà un'assemblea a Bussoleno. Martedì c'é Napolitano e gli amministratori vogliono incontrarlo; giovedì é l'8 marzo e le donne vogliono sfilare. Ma soprattutto c'é la voglia di respingere le accuse di violenza. "Nei giorni scorsi - ha ribadito Perino - la polizia ha gettato la maschera. Hanno fatto la caccia all'uomo nei paesi e nelle case. Proprio come i nazisti ai loro tempi". E si profila una querela contro Mario Virano, presidente dell'Osservatorio Torino-Lione, secondo cui gli animatori dell'ala guerrigliera non sono "infiltrati", ma "invitati" dai valsusini. "Valuteremo con i nostri avvocati . Se ci sono gli estremi, procederemo". (Ansa)

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