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Cronaca Chiomonte

No Tav, negli scontri fu rubata (e subito restituita) una pistola ai Carabinieri

Un carabiniere sarebbe stato circondato e picchiato da un gruppo di antagonisti, la sua pistola trafugata, trattenuta ma poi restituita dagli stessi dimostranti alle forze dell'ordine

L' episodio è rimasto finora sconosciuto ai più, ma è stato uno dei momenti in cui la tensione lo scorso 3 luglio nei dintorni di Chiomonte ha toccato il livello più alto. Un carabiniere venne circondato e picchiato da un gruppo di antagonisti (black bloc, riferisce l'Ansa), la sua pistola trafugata, trattenuta ma poi restituita dagli stessi dimostranti alle forze dell'ordine: è stato questo il momento più drammatico degli scontri di domenica

E' successo tutto non lontano dalla frazione Ramats, vicino all'area archeologica, dove gli attacchi degli antagonisti hanno raggiunto il culmine della violenza. La vicenda era già circolata nelle stesse ore fra gli esponenti No Tav stanziati nella zona della "baita", vicino ai viadotti dell'autostrada del Frejus, ma nell'immediatezza non era stato possibile orientarsi tra le voci che si accavallavano. In seguito sono state raccolte le conferme che hanno consentito di ricostruire nei contorni essenziali l'episodio, che oggi, tra l'altro, è stato anche raccontato da un bisettimanale della Valle di Susa.  

Alcuni dimostranti dell'ala estremista, avevano pensato - la ricostruzione è sempre dell'Ansa -  che la pistola  "sotto sequestro" potesse essere utilizzata per ottenere una sorta di contropartita: c'era chi credeva che si potesse far liberare uno o più arrestati. Le forze dell'ordine, però, sono state irremovibili, e la quasi totalità del movimento - compresi gli esponenti dei centri sociali - si è pronunciata per la restituzione dell'arma, considerata un oggetto particolarmente scomodo e pericoloso da custodire in una situazione del genere. Nella discussione sono stati coinvolti anche gli avvocati del "legal team", i quali, comunque, non rilasciano dichiarazioni, conferme o commenti di alcun tipo.

Secondo le indiscrezioni che circolavano domenica, in cambio della pistola era stato ottenuto il ritorno in libertà dell'attivista bolognese (peraltro mai arrestato, ma solo denunciato) che, dopo essere stato fermato, in quelle ore si trovava in cura nel presidio medico allestito dalle forze dell'ordine all'interno dell'area del cantiere. Dettaglio che si é poi rivelato privo di fondamento.


(ANSA)

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