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Cronaca

No Tav, Maroni attacca: "In Val di Susa 1.500 ragazzi volevano uccidere i poliziotti"

Il ministro dell'Interno parla degli scontri di domenica scorsa: "E' stata una forma organizzata di violenza. Ha poco a che fare con il terrorismo degli anni '70 ma un'analisi bisogna farla per vedere se ci sono analogie"

I l ministro degli Interni Maroni ritorna sugli scontri di domenica scorsa nei pressi del cantiere di Chiomonte tra manifestanti No Tav e forze dell'ordine.  "Quello cui si è assistito in Val di Susa nei giorni scorsi - ha detto Maroni - è una nuova forma di spontaneismo armato".

"Non credo - ha aggiunto Maroni - che se uno va ad una pacifica dimostrazione porti con sé Molotov piene di ammoniaca e lanci cubetti contro le forze dell'ordine. Questo non può esser considerato un pacifico dimostrante ma è un terrorista"

Il ministero leghista ha poi aggiunto che non è suo uso entrare nella sfera della magistratura ma dopo quello che è accaduto "ho azzardato il reato di tentato omicidio, è stata una forma organizzata di violenza".

"Mentre 6.000 persone stavano manifestando pacificamente - ha aggiunto Maroni - c'erano invece 1.500 ragazzi armati che volevano uccidere i poliziotti. E questa è una certezza". Secondo Maroni quello che si è visto forse "ha poco a che fare con il terrorismo degli anni '70 ma un'analisi bisogna farla per vedere se ci sono analogie. E' una forma nuova, aggiornata di quello che c'era nel '70''.


Fonte Ansa

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