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Cronaca

No Tav alla marcia Perugia-Assisi, Sap: "Presenza inopportuna"

Fabrizio Biolé, consigliere del Mov. 5 Stelle: "Diamo meno importanza alla politica e più importanza ai cittadini". Il sindacato di polizia Sap: "La presenza di elementi No Tav è del tutto fuori luogo"

La protesta No Tav ha già valicato i confini regionali più volte in passato. Ieri le bandiere bianche e rosse del moovimento hanno fatto la loro comparsa nella marcia per la pace Perugia-Assisi. Fabrizio Biolé, consigliere del Movimento 5 Stelle Piemonte, racconta: "Alla marcia della pace di Assisi c'erano diverse bandiere No-Tav. Anche se il governatore del Piemonte Roberto Cota, temendo proprio che vi fossero alla manifestazione bandiere contro l'alta velocità, ha negato il nulla osta per l'invio del gonfalone della Regione".

"Fortunatamente ce ne sono molte più di una - ha aggiunto Biolé - così come tanti pacifici attivisti della causa. Perfettamente in linea con il motto di quest'anno, diamo meno importanza alla politica e più importanza ai cittadini. Le facce da leader si contano sul palmo di una mano. Il messaggio di pace, però, è quello dei centomila italiani presenti".

Il sindacato di polizia Sap critica la presenza di alcuni No Tav alla marcia, considerandola "inopportuna". Massimo Montebove, consigliere nazionale Sap: "La presenza di elementi antagonisti e No Tav alla marcia della pace è del tutto fuori luogo, visto che si tratta di soggetti incardinati in un movimento che pare aver scelto esclusivamente la via della violenza per esprimere le proprie posizioni".

"Gli organizzatori della Marcia - spiega Montebove - dovrebbero riflettere sull'utilità di una manifestazione che annovera tra le proprie fila certi soggetti e che continua a registrare la presenza di politici e amministratori i quali si limitano ad una presenza davanti alle tv, salvo poi percorrere la marcia comodamente seduti in auto o con la scorta". "Su di una cosa siamo d'accordo - conclude Montebove - sulla necessità di ridurre le spese militari e per le missioni all'estero. In Italia abbiamo poliziotti e carabinieri con un'età media di 50 anni, automezzi fatiscenti, commissariati e caserme sotto sfratto: forse sarebbe meglio investire risorse per la sicurezza dei nostri concittadini piuttosto che impegnarci in 'missioni di pace' che in realtà sono vere e proprie missioni di guerra".


(ANSA)

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