Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Chiomonte

No Tav, l'assedio al cantiere tra migliaia di manifestanti e (presunti) black bloc

Nonostante le decine di migliaia di persone che hanno manifestato in modo pacifico, i titoli dei giornali domani saranno tutti sugli scontri tra forze dell'ordine e gruppi di No Tav

Una domenica di pura tensione quella che si è vissuta nei dintorni del cantiere di Chiomonte. Nonostante le decine di migliaia di persone (forse quasi 40 mila) che hanno manifestato in modo pacifico, i titoli dei giornali domani saranno tutti sugli scontri tra forze dell'ordine e gruppi di manifestanti. Circa cento poliziotti e trenta manifestanti sono rimasti feriti, nessuno in modo grave.

"La strategia ha funzionato. Ai viadotti abbiamo fatto bordello per tenere impegnati gli sbirri, giù a Chiomonte siamo rimasti tranquilli per passare all'azione al momento buono". Uno dei manifestanti forse esagera, quando parla di strategia, ma un fatto è certo: oggi tra i dimostranti No Tav che la polizia definisce "esponenti dell'antagonismo radicale" la soddisfazione si taglia con il coltello. Imponente il lancio di gas lacrimogeni nell'aria per tutta la giornata

SCONTRI CON LA POLIZIA: LA CRONACA

Il super presidiato cantiere della Tav è stata violato in un punto. Più a monte, è stata divelta la recinzione; e la "baita", presidio storico dei No Tav sulla pista di montagna che da Giaglione porta alla Maddalena, dove i lavori della Tav devono muovere i primi passi, é stata rioccupata da un gruppo di persone. Vittorie simboliche che cementano ancora di più questo "nucleo europeo - definizione, va sottolineato, sempre della questura - di professionisti della protesta".

Capitolo "Black Block". Secondo quanto riferisce l'Ansa ne sono giunti numerosi da tante località italiane ma anche dalla Francia, dalla Spagna, dall'Austria e dalla Germania: solo gli stranieri, secondo le forze dell'ordine, erano "più di 300". Una piccola minoranza all'interno del movimento No Tav, composto in prevalenza da tranquilli signori valsusini, ma energica e determinata a dare battaglia. Si tengono in contatto via internet o appoggiandosi alla rete dei centri sociali, tra di loro parlando in inglese, sono quasi tutti giovani e giovanissimi ma sono già esperti nelle tattiche di guerriglia urbana. La stessa questura, del resto, ha parlato di "impostazione paramilitare da parte dell'ala oltranzista del movimento No Tav".

LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO

Nel corso della giornata, mentre il grosso dei manifestanti si inerpicava sui sentieri verso il cantiere, loro si sono addentrati nei boschi per cambiarsi: ne sono usciti sfoggiando caschi, cappucci rialzati, fazzoletti sul volto e persino piccole maschere antigas. L'arma principale, le pietre, si trova direttamente sul posto ma non manca chi si porta delle bottiglie di ammoniaca.

La polizia ieri ha comunicato di aver scoperto un deposito di 14 bombe carta seppellite certamente alla Maddalena nei giorni in cui l'area era ancora occupata dai No Tav in presidio permanente. L'equipaggiamento dei Black Block comprende acqua da bere in grande quantità per combattere l'effetto dei lacrimogeni; i più smaliziati hanno in tasca anche dei limoni, considerati un antidoto efficacissimo contro il fumo urticante. Il resto è improvvisazione. Oggi, davanti alle recinzioni del cantiere, un ragazzo napoletano arringava i presenti così: "Abbiamo il vento a favore e il fumo dei lacrimogeni va contro i poliziotti. Dobbiamo attaccare adesso ma ci servono rinforzi".

I rappresentanti delle forze dell'ordine feriti nei disordini sono in tutto - rende noto la Questura - 188. Tra loro ci sono un Primo Dirigente, 5 Funzionari, 130 operatori dei Reparti Mobili; 37 carabinieri; 15 Finanzieri. Quattro sono invece gli arrestati e un denunciato a piede libero. La Digos ha infatti confermato di aver tratto in arresto 4 antagonisti, per i reati di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, tutti anche indagati in stato di libertà per i reati di getto pericoloso di cose e possesso di materiale esplodente. Un ulteriore manifestante fermato è stato, invece, solo denunciato a piede libero.

Il movimento No Tav, nonostante l'unanime condanna del mondo politico, non appare indebolito. Il 3 luglio 2011 non sarà dimenticato in fretta da chi ha vissuto, dall'una e dall'altra parte, questa giornata.

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(ANSA)

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