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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca Chiomonte

No Tav, Perino: "Se la Polizia lancerà lacrimogeni, ci ritireremo"

Il leader storico del movimento No Tav è stato chiaro: "Nessuno di noi può permettere che accada il minimo incidente. Chi non accetta queste condizioni si pone automaticamente al di fuori del movimento"

Una importante proposta del leader Alberto Perino è stata approvata in nottata dal movimento No Tav, in una riunione tenutasi a Villar Dora, durante l'organizzazione della manifestazione di domenica. "Se le forze dell'ordine lanceranno lacrimogeni e la Val Susa si riempirà di fumo" i No Tav si ritireranno "in buon ordine". Questa la linea che i manifestanti seguiranno. "Nessuno di noi - ha aggiunto Perino - può permettere che accada il minimo incidente. Chi non accetta queste condizioni - si pone automaticamente al di fuori del movimento e della manifestazione. Verrà dato un segnale, se sarà il caso, per tornare tutti alla baita".

I preparativi stanno andando avanti e ora i sindaci di Giaglione e Chiomonte dovranno sgomberare la strada da ogni possibile ostacolo potenzialmente pericoloso che si trovi sul tracciato lungo il quale sfilerà il corteo, al quale sono attese migliaia di persone. Non ci sarà invece nessuna zona rossa. L'area di sicurezza dal cantiere servirà comunque a tutelare gli operai che stanno lavorando alla Tav.

In Valle di Susa è già stato notato l'arrivo di No Tav provenienti da altre regioni e la preoccupazione è palpabile. "E' stata molto positiva - commenta il governatore del Piemonte Roberto Cota - la decisione del Comitato di sicurezza di fissare dei paletti precisi, perché qualcuno voleva utilizzare la manifestazione per ripetere le cose fatte a Roma". Il sindaco di Chiomonte Renzo Pinard preferisce essere ottimista. "Penso positivo, sono abituato a farlo. E credo anche sia stata creata un'attesa esagerata, soprattutto da parte dei giornali e dello Stato". Pinard, sindaco di centrodestra al quinto mandato - che scadrà nel 2014 - si definisce un 'non contrario' alla Torino-Lione ma non nasconde i suoi timori: 'Non vedo un garante che mi dia la sicurezza che l'opera si farà davvero e che non si fermerà, invece, al tunnel geognostico". Per scavare la galleria esplorativa serviranno quattro anni. In questi giorni sono in corso i carotaggi iniziati il 4 ottobre. "Pretendo - dice Pinard - che fuori, quando si scaverà la galleria dal cantiere, sia allestito un laboratorio indipendente per esaminare materiali estratti e informare di giorno in giorno i cittadini. Nei prossimi giorni spero di poterne parlare con la Ltf (la società responsabile della parte comune del futuro collegamento ferroviario, ndr)".


Per il sindaco di Chiomonte, la cosa peggiore che sia successa in questo periodo è stata "l'avvelenamento dei rapporti umani che si è prodotto, da una parte i No Tav dall'altra i Sì Tav. L'opera si potrà fare o no - dice - questa ferita sociale c'é già. Purtroppo, c'é chi non accetta il dialogo, crede di possedere la verità. Sbagliano anche i sindaci 'No Tav - dice ancora il primo cittadino di Chiomonte - si lamentano di non essere stati ascoltati dalle istituzioni, ma loro sono disposti a discutere solo se si parte dall'assunto che la Torino-Lione non si deve fare". Con i 'No Tav' Pinard si trova d'accordo sulle critiche al progetto "troppo mutevole. Prima - spiega - la linea doveva passare sul versante sinistro, poi è stata spostata a destra, poi è spuntata l'opera low cost, non ci si si capisce più niente, i dubbi si alimentano: su questo non posso dare torto ai comitati No Tav". (Ansa)

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