Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Lele Rizzo: "No Tav, a Lione giornata assurda e trattamento inaudito"

Il racconto dell'attivista: "A Lione una gabbia dalle sembianze di una piazza, siamo stati sequestrati per ore, cariche e gas lanciati ai manifestanti a terra e dentro ai pullman"

"Dopo un presidio-manifestazione dove non era successo nulla di che abbiamo conosciuto il volto della fortezza Europa e della difesa degli interessi delle grandi lobby coinvolte con la Tav". Lo afferma in una nota Lele Rizzo, noto esponente dell'antagonismo torinese e da sempre attivista No Tav.

"Siamo stati oggetto - dice Rizzo, che era presente a Lione - di un trattamento inaudito. Al termine di una giornata assurda, con un vertice che non ha portato nulla di nuovo nonostante la propaganda, il movimento No Tav dopo essere stato vittima di un sopruso dopo l'altro, con i suoi 11 pullman fermati per ore alla frontiera, ha trovato a Lione una gabbia dalle sembianze di una piazza. Piazza dove siamo stati sequestrati per ore, impedendo ai pullman di ripartire con cariche e gas lanciati ai manifestanti a terra e dentro ai pullman. Dopo ore, scortati da decine e decine di mezzi della gendarmerie siamo stati portati alla frontiera. Abbiamo visto poliziotti salire sui bus e in un caso addirittura guidarli".

"In questo mondo alla rovescia, i cittadini No-Tav hanno perso ogni diritto e le uniche voci che si leveranno saranno quelle che, con tono compiaciuto, annunceranno l'ennesimo passo avanti in questo assurdo teatrino internazionale, parlando di 'contestatori'". Lo afferma in una nota Davide Bono, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Piemonte. "Un comportamento come quello di Lione, in situazioni normali, provocherebbe lo sdegno del nostro Governo - aggiunge - e una forte presa di posizione nei confronti di chi ha pesantemente violato i diritti dei cittadini italiani, anzi europei!". E invece, secondo Bono, "questo triste epilogo serale dipende dal fatto che la manifestazione è stata del tutto pacifica e si è dunque cercato in tutti i modi di scatenare una reazione dei manifestanti in modo da poter colpire a livello mediatico il movimento No Tav o comunque di far passare la voglia ai francesi di manifestare ancora contro un'opera inutile e dannosa. Così come avvenne alla Diaz".
 

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