Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Chiomonte

Tav: sondaggi fino a dicembre, in primavera si parte con gli scavi

La tabella di marcia per la costruzione della tanto discussa linea ad alta velocità prevedere ancora una fase di carotaggio, che terminerà entro fine novembre. Poi l'allargamento del cantiere, prima di iniziare gli scavi

Le tre fasi di carotaggio in Val Susa termineranno a fine novembre. Da lì in poi si passerà al "cunicolo esplorativo" della Torino-Lione, per poi concentrarsi nei lavori per la galleria, a partire dalla prossima primavera. Nel "primo cantiere italiano" della nuova ferrovia "si procede nel pieno rispetto del cronoprogramma" e a giorni partiranno le lettere ai proprietari dei terreni dei due ettari su cui l'area dovrà essere estesa prima che entrino in azione le 'talpe'. A Chiomonte si lavora 24 ore al giorno, con un impiego di una quarantina di tecnici e operai, e 70-100 uomini delle forze dell'ordine schierati nel presidio del cantiere, numero, quest'ultimo, che si moltiplica quando ci sono le proteste dei No Tav. Il 30% dei costi, attualmente, è dovuto proprio al massiccio impiego delle forze dell'ordine: il 23 ottobre scorso, giorno dell'ultima mobilitazione in massa degli oppositori dell'opera, sono stati impegnati oltre 1.600 uomini.

Le porte del cantiere di Chiomonte sono state aperte oggi alla stampa dai vertici della Ltf, la società responsabile del tratto comune del futuro collegamento ferroviario: Patrice Raulin, il direttore generale Marco Rettighieri e il direttore dei lavori Maurizio Bufalini, accompagnati dall'assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino, hanno spiegato che i sondaggi - tre in tutto - nel sottosuolo, sono "indispensabili per capire come si dovrà preparare l'area sotto il viadotto della A32 Torino-Bardonecchia dove verranno posati i 250 mila metri cubi estratti nello scavo della galleria di Chiomonte". "A breve" saranno spedite le lettere ai proprietari - una settantina, quasi tutti No Tav - degli ultimi due ettari che devono ancora essere recintati. In quest'area c'é l'edificio simbolo del movimento No Tav, la baita abusiva costruita vicino al ponte sul Clarea, oggi a poche centinaia di metri dal doppio reticolato, rinforzato con uno speciale filo spinato, che protegge i 1.800 metri del perimetro dell'area di cantiere, estesa su 5 ettari.


Le lettere non saranno mandate per espropriare i proprietari, ma si tratta di "occupazioni temporanee", ha precisato Rettighieri. Ma proprio il momento dello sgombero definitivo di quell'area sarà un altro motivo di tensione. Che non ha motivo di essere, secondo Mario Virano, presidente dell'osservatorio sulla Torino-Lione: "Stiamo operando in un ambito di grande ragionevolezza - dice - con attenzioni persino supplementare a quelle usate per altri scavi importanti, per il passante ferroviario e la metropolitana di Torino - con tutto il lavoro che abbiamo fatto, la contrarietà all'opera ha perso il suo significato oggettivo, che aveva ragion d'essere 10-15 anni fa. Oggi chi è contro la Torino-Lione - conclude Virano - è solo un movimento auto-referenziato che usa la Torino-Lione in termini strumentali".

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