Cronaca

Torino-Lione, iniziato il conto alla rovescia. Stasera fiaccolata No Tav

I No Tav: "Le volontà politiche del governo non lasciano ormai spazio ai dubbi, noi ci siamo e ci saremo". Nilo Durbiano, sindaco di Venaus: "E' ancora possibile cercare una soluzione in extremis"

Stasera a Chiomonte ci sarà la fiaccolata di tutto il mondo No Tav. Partirà dalla stazione ferroviaria per concludersi alla Libera Repubblica della Maddalena, così gli attivisti hanno ribattezzato la zona in cui dovrebbero iniziare i lavori del 'tunnel geognostico propedeutico' alla realizzazione della nuova linea ferroviaria.

Attesa, apprensione, ma anche tanta determinazione da parte dei No Tav, che dicono: "Le volontà politiche del governo si sono espresse e non lasciano ormai spazio ai dubbi, noi ci siamo e ci saremo. Oggi un’assemblea popolare molto partecipata ha lanciato questo appello: resistere, con coraggio e determinazion". Lo sgombero del presidio appare quasi annunciato. Nilo Durbiano, sindaco di Venaus, il comune valsusino teatro nel 2005 di incidenti tra le forze dell'ordine e i manifestanti: "E' ancora possibile cercare una soluzione in extremis - dice - convocando tutti gli amministratori dissidenti che negli ultimi due anni sono stati esclusi da tutti i tavoli di confronto". Anche a Venaus sei anni fa si preparava lo scavo del tunnel esplorativo, ma, dopo i disordini, il progetto della Ltf (Lyon Turin Ferroviaire) fu accantonato e il governo creò l'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione che ha guidato l'iter verso un nuovo progetto.

Ora le istituzioni hanno fretta perché di mezzo ci sono i fondi europei, più di 200 milioni di euro che saranno garantiti dall'Unione europea solo se il cantiera sarà effettivamente aperto. Pochi giorni fa il commissario europeo ai Trasport, Siim Kallas ha inviato una letteraai governi italiano e francese. I sindaci delle liste civiche No Tav hanno scritto al ministro Maroni per chiedere, tra l'altro, che in Valle di Susa non venga usata la forza. Un'iniziativa che Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl, ritiene "demagogica e tardiva". E sulla prospettiva di uno stop ai lavori, "come si può pensare - osserva Napoli - di bloccare un cantiere per un'opera che ha ottenuto tutte le delibere necessarie e ha comportato l'assunzione di impegni dell'Italia in sede europea?".


Nella Valle di Susa "si rischia una repressione pari a quella che abbiamo visto e subito dieci anni al G8 di Genova". Lo sostiene il segretario di Prc, Paolo Ferrero, che invita tutti le "persone che hanno una 'figura pubblica' a mettere a disposizione una parte del proprio tempo, e della propria incolumità fisica, per impedire lo scempio di democrazia che il ministro Maroni ha annunciato il Valle di Susa". Per Ferrero "gli abitanti della Valle di Susa stanno difendendo un principio generale: il diritto di un territorio a non essere sacrificato alla logica del profitto e delle mazzette".

NO TAV: UN MESE AD ALTA TENSIONE

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