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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca Susa

Il movimento No Tav respinge le accuse: "Alla Italcoge gesto mafioso"

Dopo il raid vandalico alla Italcoge di Susa i No Tav condannano l'azione e smentiscono con forza qualsiasi coinvolgimento. Alberto Perino: "L'assedio continua, ma cambia la strategia"

I No Tav non ci stanno a passare per i responsabili dell'incendio all'Italcoge di Susa. E le polemiche, soprattutto a causa di alcune di chiarazioni dal mondo della politica, non si placano. La tensione resta alta in Valle di Susa. Il Presidente della Regione, Roberto Cota, afferma che "gli autori del raid non riusciranno a fare del male alla Valle". Il movimento No Tav ha subito condannato l'azione e smentito con forza qualsiasi coinvolgimento. Ma SStefano Esposito del Pd: "Il movimento No Tav sta proseguendo la propria strategia di paraguerriglia. Dopo gli assalti degli ultimi giorni, ecco gli attentati incendiari nei confronti della Italcoge". I fatti sono questi: qualcuno si è intrufolato nel piazzale della ditta, a Susa, dando alle fiamme un autocarro e tentando di colpirne altri due. "In queste condizioni - dice uno dei titolari, Ferdinando Lazzaro - passa la voglia di lavorare. Abbiamo paura".

Alberto Perino, figura carismatica del movimento che si oppone alla Torino-Lione, dice: "Cose come questa non sono nel nostro stile e nel nostro dna. Si è trattato di un atto mafioso". Il riferimento è a un episodio di circa due anni fa, quando "Italcoge aveva l'appalto di lavori sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria -dice sempre Perino - e si era trovata un po' di mezzi bruciati dopo aver denunciato la richiesta di pizzo su alcune fatture". Proprio del pericolo che la 'ndrangheta si infiltri fra le ricche commesse del Tav e' tornato a parlare il presidente della commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Pisanu, ieri in trasferta a Torino. "Il rischio teorico c'é ed è forte, ma le forze dell'ordine e la magistratura ne hanno piena consapevolezza e hanno preso le misure necessarie". Si tratta della creazione di una "commissione interforze destinata a vigilare su appalti e subappalti", e di una "white list di imprese 'pulite', le sole che possono esservi ammesse". E' la "tracciabilità delle aziende" rivendicata da Roberto Cota, il quale auspica che l'elenco possa diventare operativo "non appena entra in funzione il cantiere".

Alla centrale elettrica di Chiomonte domenica cinque feriti tra le forze dell'ordine e uno, il più grave di tutti, tra i manifestanti: un attivista che, mentre scattava delle fotografie, è stato centrato al volto da un lacrimogeno ("sparato ad altezza d'uomo", osserva Perino) ed è stato portato al pronto soccorso con fratture e ustioni. I No Tav non intendono levare l'assedio alle recinzioni: cambieranno solo strategia. "Accanirsi sull'ingresso della centrale è controproducente - analizza Perino - perché è lontano dal cantiere e perché i lacrimogeni cadono nel nostro campeggio. Bisogna andare dall'altra parte". Gli avvocati del movimento preparano un esposto per far chiudere l'Autofrejus nel tratto che corre in prossimità del cantiere: ogni volta che viene lanciato un lacrimogeno - dicono - si crea un problema di sicurezza. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, annuncia una mobilitazione a settembre in Valle di Susa "contro la cultura del No", mentre l'incendio di un ripetitore telefonico a Trento - secondo i carabinieri la matrice è anarchica - è stato rivendicato con un volantino di critiche al Tav.


Fonte Ansa

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