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Immagine di repertorio

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No Tav, nuovo assalto al cantiere: “Il filo spinato è pericoloso per persone e animali”

Dopo gli arresti di venerdì, i manifestanti non si fermano

Non si calmano le acque in Val Susa, nella zona del cantiere di Chiomonte. Dopo le tensioni verificatesi nella notte di venerdì 7 settembre, che hanno portato all’arresto di 40 persone, sabato sera le azioni sono continuate. 

Gruppi di attivisti, dopo avere percorso il sentiero che parte dall'abitato di Giaglione, si sono avvicinati alle recinzioni che impediscono di proseguire fino in Valle Clarea. Tra di loro, alcuni hanno tentato di aprirsi un varco utilizzando degli utensili e a quel punto la polizia è intervenuta facendo ricorso ai lacrimogeni.

L’intenzione dei manifestanti era quella di tagliare il filo spinato - “la concertina israeliana” - sparso nei boschi negli ultimi giorni, definito un pericolo per persone e animali, sottolineando le parole del ministro Toninelli: “Mai più cantieri con filo spinato”. L’iniziativa dei No Tav è stata intitolata “passeggiata verso l'oasi di protezione della zerinzia", una farfalla molto rara che affermano di avere avvistato in Valle Clarea. E non è finita così: i manifestanti hanno promesso che troveranno il modo di tornare. 

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