Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Chiomonte

Ad un anno di distanza No Tav di nuovo al cantiere di Chiomonte

Risalgono al 14 maggio 2013 i fatti che hanno portato all'arresto di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, i quattro attivisti No Tav accusati di terrorismo. In serata il movimento è tornato in Valsusa per ricordare quanto successo

Ad un anno esatto da quella manifestazione che portò, mesi dopo, all'arresto di quattro attivisti contrari alla Torino-Lione con l'accusa di terrorismo, il movimento No Tav è tornato sul "luogo del delitto". Nella serata di ieri è stato ricordato quanto successo il 14 maggio 2013. Decine di attivisti sono partiti in corteo alle ore 21 da Giaglione e hanno raggiunto il ponte del fiume Clarea, fermandosi a qualche metro di distanza dal cantiere presidiato da molti poliziotti.

Sono stati intonati cori con i nomi degli attivisti in carcere dallo scorso 9 dicembre e sono state "assediate" le truppe dai boschi praticando i sentieri della val Clarea. In contemporanea, dal versante di Chiomonte, decine di No Tav sono partiti in corteo lungo i sentieri battendo recinzioni e condotte della centrale idroelettrica.

"Ricordiamo i fatti del 14 maggio 2013 - scrivono questa mattina i No Tav sul proprio sito ufficiale -. Decine di No Tav arrivano alle reti, battono, creano disturbo, fermano alcuni macchinari del cantiere. Piccoli danneggiamenti, simbolici e reali allo stesso tempo. Nessun danno alle persone, nessun pericolo per chi purtroppo crede di lavorare protetto dalle reti e invece distrugge. Paradosso della vicenda è che il compressore danneggiato viene riparato e addirittura rivenduto".

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