Nuovo assalto al cantiere Tav, in un'auto trovato un vero arsenale

A Bussoleno sono andati a fuoco i macchinari di una ditta impegnata nel cantiere; a Giaglione la polizia ha fermato un'auto con un piccolo arsenale da guerriglia; i manifestanti si sono radunati davanti al cantiere

Forse un nuovo attacco organizzato in grande stile, ma finito probabilmente in modo diverso da quanto si aspettavano i No Tav.

La tensione è iniziata a Bussoleno, dove sono andati a fuoco due compressori e una macchina della ditta Geomont. In contemporanea a questi fatti, sui quali i carabinieri e la polizia stanno indagando per capire se si tratta di un incendio doloso, un centinaio di persone a volto coperto si è presentata davanti alle reti di recinzione del cantiere Tav. Sono rimaste a lungo lì davanti, come in attesa, poi il gruppo di gente si è sciolto.

Nello stesso momento, a Giaglione i carabinieri, impegnati nelle operazioni di un normale posto di blocco, hanno fermato un’auto, a bordo della quale è stato trovato di tutto: cinque molotov; sei maschere antigas; sei tubi in plastica, (che possono essere usati dagli antagonisti come rudimentali mortai); sei pneumatici, che nelle operazioni di guerriglia vengono utilizzati per fare barricate; cinque fionde; quattro cesoie per tagliare le reti di protezione; 31 chiodi a quattro punte e 18 tute scure. Un vero e proprio arsenale da guerra.

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Le due persone alla guida dell'auto sono state arrestate: si tratta di Davide F., 21 anni di Torino, e Paolo R., 26 anni, originario del bergamasco ma residente a Torino; il primo è un membro del centro sociale Askatasuna, il secondo è un simpatizzante. Intanto gli investigatori stanno cercando di capire se il materiale sequestrato fosse destinato ai manifestanti davanti al cantiere.

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