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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca Chiomonte

Tav, appello di 150 docenti e ricercatori al presidente Napolitano

Da diverse facoltà italiane un appello al capo dello stato chiedendo di "rimettere in discussione in modo trasparente e oggettivo le necessità" della linea ferroviaria Torino-Lione

La Torino-Lione si farà? Se il mondo politico si è ormai schierato in modo pressoché compatto (con alcune eccezioni) a favore dell'alta velocità tra Italia e Francia, autorevoli voci dalle università dicono esprimono posizioni ben diverse. Più di centocinquanta fra docenti universitari e ricercatori di diverse facoltà italiane hanno rivolto un appello a Giorgio Napolitano chiedendo di "rimettere in discussione in modo trasparente e oggettivo le necessità" della linea ferroviaria Torino-Lione. "Il pluridecennale processo decisionale che ha condotto a questa situazione è stato sempre afflitto da una scarsa considerazione del contesto tecnologico, ambientale ed economico tale da giustificare la scelta, data sempre per scontata dal mondo politico, imprenditoriale e dell' informazione, come assoluta fonte di giovamento".

"Tuttavia -si legge sempre nell'appello - è ormai nota una consistente e variegata documentazione scientifica che contraddice alcuni assunti fondamentali a supporto dell'opera e ne sconsiglia nettamente la costruzione. Nel nostro Paese, in molti casi, grandi opere sulla cui realizzazione ci si è caparbiamente ostinati anche allorché i dati oggettivi ne sconsigliavano la prosecuzione, si sono in seguito rivelate causa di danni, vittime e ingenti costi economici e ambientali che avrebbero potuto essere evitati". Da qui la preoccupazione che "la scelta intransigente" di andare avanti a oltranza porti "a doversi dolere, in futuro, di questa leggerezza ingiustificabile".

Ieri sera in un dibattito organizzato dal movimento No Tav al campeggio di Chiomonte ha detto la sua Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom nazionale: "Il movimento No Tav farebbe bene a venire a Torino e a parlare con tutti quei torinesi, tantissimi, che hanno dubbi sull'opera e sanno che né a livello nazionale, né a livello locale ci sono i soldi per realizzarla".

"Bisogna ricostruire iniziative informative - sostiene Airaudo - perché il problema della Tav non è un problema della Val di Susa, ma riguarda il Paese, la regione e la città e non può essere ridotto a un problema di ordine pubblico. La violenza va condannata sempre. Il movimento ha ragioni molto forti, può convincere, non bisogna farsi stringersi nel ghetto dell'ordine pubblico". Al dibattito partecipano anche altri promotori dell'appello che ha promosso qualche settimana fa una grande fiaccolata a Torino.

Fonte Ansa
 

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