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No Tav, raccolti 220mila euro per sostenere il leader Perino

Movimento No Tav e sostenitori raccolgono 220mila euro necessari per colmare la pena pecuniaria inflitta al leader Perino in occasione dell'osteggiamento, nel 2010, dei lavori di sondaggio dell'Ltf

Il movimento No Tav vince ancora. E, questa volta, lo fa raccogliendo la bella cifra di 220mila euro, necessaria per colmare la pena pecuniaria di 215mila euro inflitta dal Tribunale civile di Torino al leader Alberto Perino ed ai due amministratori comunali della Valle Susa, colpevoli di aver ostacolato, nel 2010, l'esecuzione di un sondaggio preliminare di terreni nei pressi di Susa.

I 215mila euro di pena pecuniaria dovevano servire come risarcimento alla Ltf, a seguito, appunto, dell'osteggiamento, da parte dei No Tav, dei lavori di sondaggio. Il movimento non si è dato per vinto, e grazie a moltissimi sostenitori, anche esteri, è riuscito a raccogliere ancora 5mila euro in più del necessario. "Non abbiamo parole per descrivere quanto stiamo provando tutti e tutte.- si legge nel comunicato emesso dai No Tav - Abbiamo raggiunto oggi la cifra alla quale Alberto, Loredana e Giorgio erano stati condannati a pagare perchè colpevoli di difendere la nostra terra".

Il movimento No Tav è compatto e promette di continuare a combattere contro questa assurda decisione: "Ci batteremo in ogni modo per farla trovare lunga ad Ltf a cominciare dal processo" afferma il comunicato "proseguiamo con la campagna di raccolta fondi per le spese legali e per il sostegno ai NO TAV incarcerati e colpiti da misure restrittive". Intanto, i legali di Perino, annunciano di voler chiedere alla Corte d'Appello la sospensione della sentenza pronunciata dal Tribunale civile di Torino.

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