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Animi accesi in Comune sul “no” a Pancalli, per i tassisti “è un equivoco”

Qualcuno ha minacciato di lasciare la discussione in Commissione, altri hanno alzato la voce, alla fine è arrivato un agente di polizia municipale e tutto è tornato nella norma

“Non è successo assolutamente nulla, si è trattato solo di un equivoco”, liquidano così la questione di cui si è tanto discusso i tassisti chiamati dal Comune di Torino a dire la loro sulla vicenda che ha visto coinvolto Luca Pancalli, presidente del Comitato Paralimpico, a cui un paio di settimane fa era stato detto da un tassista “non faccio le carrozzine” dopo aver chiesto un passaggio al termine di una riunione della Giunta del Coni fatta per la prima volta nella città sabauda. E’ servita una Commissione comunale ad hoc per cercare di far luce, ma a poco è servito se non a scaldare ancor di più gli animi delle parti tirate in causa. Nella Sala dell’Orologio del Municipio è persino stata chiamata la polizia municipale, anche se alla fine, nonostante le urla e le minacce di lasciare la riunione anzitempo, non sono dovuti intervenire.

“La carrozzina del dottor Pancalli non era di quelle pieghevoli e non ci stava nel primo taxi, così il tassista ha chiesto al collega (quello che ha poi detto la frase incriminata, ndr) se poteva trasportarlo lui - ha cercato di spiegare Andrea Uslenghi, tassista -. Il secondo tassista credeva che fosse un servizio ‘a credito’ e ha dato una risposta affrettata utilizzando un linguaggio che usiamo tra noi che è stato frainteso”. Alla base di tutto dunque per la categoria ci sarebbe un equivoco, una frase travisata che ha di fatto messo sul banco degli imputati il tassista dell’ormai famosa Seat Altea. E di questo non ne nasconde il disappunto il presidente di Pronto Taxi Aimone Cat Alberto: “Possibile che abbiamo fatto 45mila servizi ai disabili nel 2014, 37mila nel 2015 e non c’è mai stata alcuna lamentela, poi succede un fatto e si finisce sui giornali? Nel nostro gergo ‘non faccio carrozzine’ vuol dire che non si aderisce alla convenzione disabili del Comune di Torino. Non è che perché c’è Luca Pancalli bisogna utilizzare un linguaggio diverso, non esistono disabili con la ‘d’ maiuscola, per noi sono tutti uguali”. Gergo, viene sottolineato, che porta ad esempio a volte a parlare di “carico” e “scarico” parlando di persone, anche se i termini sono usualmente utilizzati riferendosi alle merci.

Il fraintendimento dichiarato però non ha per il momento convinto né parte dell’opinione pubblica, né alcuni amministratori eletti, tra cui il consigliere Silvio Viale che ha accusato i tassisti - lui che ha proprio un fratello tassista - di aver gestito malamente la vicenda e di insistere sull’equivoco invece di scusarsi per quanto accaduto. “Usare un certo tipo di gergo è sbagliato e può essere offensivo - tuona il consigliere agitando le acque nella Commissione comunale -. Il vero disabile con la ‘d’ maiuscola non è Pancalli, ma sono tutti gli altri e lo dimostra il fatto che ci sono aspetti della vicenda che non sono ancora chiari. Non c’entrano neanche i buoni taxi. Si è sbagliato - ha affermato - è la cosa vergognosa è che i rappresentanti dei tassisti non ne prendano atto”.

La discussione è andata per le lunghe e alla fine si è anche ricordato che ora il tassista del “non faccio le carrozzine” è in attesa di sapere se la sua licenza sarà sospesa o meno. Ci vorrà un po’ di tempo prima che sia determinata l’eventuale sanzione accessoria che va, come già anticipato una settimana fa dall’assessore Giuliana Tedesco, da un minimo di 15 giorni a un massimo di tre mesi.

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