Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Pozzostrada / Via Chambery

Nightlife a Pozzo Strada, via Chambery nell'ombra dell'illegalità

La mancanza di controlli preoccupa i residenti che spesso la mattina si accorgono di furti di macchine o danneggiamenti. Dal Consigliere del PdL Bolognesi arriva la richiesta: "Da settembre si mettano dei lampioni nella via"

In via Chambery, a pochi metri da corso Francia, abbondano rifiuti e malavita. La mancanza di lampioni lungo la strada rende gli interni della via una terra di nessuno durante le ore notturne, e c’è chi lamenta una mancanza di sicurezza. In prossimità di via De Sanctis il diffuso fenomeno della prostituzione crea ulteriori problemi, alimentando la situazione di disagio nel quartiere. Per terra si trovano spesso siringhe, rifiuti di vario genere e preservativi. I tossicodipendenti ed i clienti delle prostitute trovano infatti in via Chambery un comodo riugio, complici del buio della notte. “Non ci sono grandi pericoli – riferisce un residente – ma la sensazione generale è di essere abbandonati da chi dovrebbe controllare per tutelare la legalità. La polizia non si vede mai, e così si verificano spesso furti di macchine, o si vedono automobili che sono state danneggiate nella notte”.

Il problema della prostituzione, in particolare, crea grossi grattacapi alle istituzioni che si occupano del quartiere. “La prostituzione nelle vicinanze di via De Sanctis – ha dichiarato Stefano Bolognesi, Consigliere del Pdl della 3° Circoscrizione – è un problema irrisolto, che ci preoccupa da molto tempo. È per questo che lo scorso settembre, in maniera provocatoria, ho proposto il ritorno delle case chiuse. Con la rivalutazione della legge Lussana da parte del Consiglio Comunale, questa mia proposta torna attuale, e la inserirò in un futuro ordine del giorno. Per il momento l’unica cosa che si può fare è affrettare la comunalizzazione degli interni di via Chambery, che ad oggi sono privati. Quando questo succederà, probabilmente a settembre, si potrà procedere con l’installazione di lampioni che restituiscano alla via la dignità che merita”.
 
 
L’azione istituzionale su via Chambery è quindi in atto, e si può sperare che in futuro le cose volgano al meglio. Recentemente, un palazzo disabitato della adiacente via Postumia, occupato da tossici ed abbandonato al degrado, è stato recuperato e presto ospiterà una biblioteca. Ci si può augurare che lo stesso succeda, possibilmente non in tempi biblici, anche nel casolare di via Chambery 90, un capannone che un tempo ospitava un grissinificio ed oggi è poco più che un rudere. Al suo interno si trovano calcinacci, vetri rotti e rifiuti. Da alcune falle nel tetto pericolante scende dell’acqua, altre lasciano passare uno spiraglio di luce nella tenebra dell’edificio. Se la volontà dell’amministrazione è davvero di “fare luce” su una via abbandonata a sè stessa e all’azione di drogati e malviventi, questo processo non dovrà fermarsi all’installazione dei lampioni, proseguendo nel recupero dei casolari abbandonati, nella lotta alla prostituzione e nella tutela della sicurezza dei cittadini.
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