Convinta a lasciare la Nigeria viene violentata e sbattuta in strada, due arresti

Si tratta di fratello e sorella. La vittima li ha denunciati ed è stata aiutata dal Gruppo Abele

immagine di repertorio

Convinta a lasciare la Nigeria con una scusa, picchiata e violentata ripetutamente in un appartamento e gettata in strada.

E' una storia come se ne sentono tante quella a cui hanno messo fine gli agenti del commissariato San Paolo che hanno arrestato, su ordine di custodia cautelare spiccato dal gip Potito Giorgio, due nigeriani, fratello e sorella, di 24 e 39 anni. I due avevano persuaso la vittima a seguirli dicendole che le avrebbero fatto fare la commessa in un market di prodotti africani e poi le hanno chiesto, per liberarsi dalla schiavitù, un pagamento di 50mila euro.

La coppia, difesa dall’avvocato Manuel Perga, è stata arrestata grazie alle dichiarazioni della giovane, raccolte in una denuncia presentata nel dicembre 2015. La vittima è stata poi aiutata dal Gruppo Abele. "Quando lui mi violentava teneva la musica ad alto volume, per coprire le mie urla", ha raccontato la giovane. Per entrambi l'accusa è di sfruttamento della prostituzione, per l'uomo anche di violenza sessuale.

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