Cronaca

'Ndrangheta a Volpiano: intervista al sindaco De Zuanne

"A Volpiano ci sono nato e conosco quante buone caratteristiche ha questo paese per cui essere fiero. Marciare, scendere in piazza contro le mafie o costituirsi parte civile nel processo sono segnali forti"

Nevio Coral, candidato sindaco di Volpiano, sconfitto alle elezioni, è in cella con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Diciotto presunti 'ndranghetisti sono stati arrestati perché considerati appartenenti al locale di Volpiano, cellula operante in città. E' il paese dove le famiglie della criminalità organizzata degli Agresta e dei Marando hanno storicamente trovato residenza. Volpiano è tutto questo, naturalmente. Ma è anche altro. Molto altro.

Dalla conclusione dell'operazione Minotauro, molto si è scritto e detto del paese di provincia, tanto che sembra quasi automatica l'associazione logica tra Volpiano e la 'ndrangheta. La politica non ci sta e vuole che ristabilire l'onore della città e della comunità. Per questo è stato avviato un percorso per costituirsi parte civile nel processo di mafia che presto si aprirà a Torino. Per capire quali sono le ragioni che hanno spinto l'amministrazione volpianese a prendere questa decisione, abbiamo posto alcune domande ad Emanuele De Zuanne, sindaco della città.

Avete motivato la scelta di costituirvi parte civile nel processo Minotauro per ristabilire l'onore di Volpiano, da giugno associata alla 'ndrangheta. Come se ci fosse una corrispondenza diretta tra il paese e la criminalità organizzata. Può farci degli esempi che hanno dato il via a questo luogo comune?

Io a Volpiano ci sono nato e conosco quante buone caratteristiche ha questo paese per le quali può andare fiero. Nel secondo dopoguerra è stato meta dell'immigrazione dal Sud Italia. La stragrande maggioranza di loro sono arrivati per lavorare e per crearsi nuove opportunità. Ma è stata la residenza di alcune persone che sono state tratte in arresto con l'Operazione Minotauro, perché sono considerati dalla magistratura uomini della 'ndrangheta. L'azione della Procura non ha interessato solo Volpiano, ma molti comuni del torinese. L'idea di costituirsi parte civile, attraverso un percorso consigliare e non di Giunta, affinché la decisione rappresenti tutta la cittadinanza, è nato dall'azione avviata dal Comune di Moncalieri. Dai nostri colleghi abbiamo preso spunto, decidendo di prendere parte al processo che si aprirà neri confronti dei presunti 'ndranghetisti per chiedere che la nostra cittadina venga risarcita dal danno all'immagine causato. Volpiano ha trovato spazio tra i media, anche a livello nazionale, per una faccenda per la quale non può avere responsabilità come comunità.  

Partecipare al processo, costituendosi parte civile, è un segnale forte della politica. Secondo lei, culturalmente, la vostra decisione cosa rappresenta?

Marciare, scendere in piazza contro le mafie o costituirsi parte civile nel processo sono segnali forti, determinati di natura istituzionale. I simboli sono fondamentali per far capire come ci si pone di fronte a certe tematiche. E' una reazione fondamentale, ma non sufficiente.

Come dicevamo, questa posizione è un simbolo. L'amministrazione invece come traduce il contrasto alle mafie nella quotidianità?

La cosa fondamentale, come amministratore, è il comportamento che si tiene ogni giorno. Quando si spengono i riflettori, l'amministratore non deve cadere nella tentazione di prendere la via più semplice per far felici i cittadini e guadagnare facilmente consenso, ma far rispettare le regole. Questa è la vera lotta contro l'illegalità. E fatta dalle piccole cose, come affidarsi all'appalto per garantire la trasparenza, piuttosto che far ricorso all'aggiudicazione diretta.

Qual è stata la reazione della cittadinanza. Tutti d'accordo o qualcuno vi ha accusato di protagonismo?

La gente che incontro è felice della decisione presa. Solo in Consiglio Comunale ci sono stati dei rappresentanti che ci hanno detto: “lo avete fatto perché la decisione è stata presa prima da Moncalieri”. Se una buona idea arriva da un altro paese perché non prenderne spunto?

La volontà è quella di richiedere un risarcimento danni. Avete già in mente come destinare la cifra eventualmente incassata?

Anche se trovo difficile pensare che qualcuno pagherà mai, ma se una cifra dovesse mai arrivare,  sono tante le cose che si potrebbero finanziare, visto il periodo di ristrettezza economiche in cui siamo. Ma come in passato, per situazioni simili, verrà tutto devoluto in beneficenza ad una struttura per anziani del territorio cittadino.
 

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